mercoledì 7 gennaio 2026

"Song Sung Blue - Una Melodia d’Amore" - Ispirati da una leggenda, uniti da un sogno

 di Silvia Sottile


Una coppia ordinaria. Un sogno straordinario. Song Sung Blue – Una Melodia d’Amore, scritto e diretto da Craig Brewer, con Hugh Jackman e Kate Hudson, sarà al cinema dall'8 gennaio, distribuito da Universal Pictures.

Ispirato a una storia vera, il film racconta le vicende di due musicisti in difficoltà, Mike e Claire Sardina (Hugh Jackman e Kate Hudson), che danno vita a una gioiosa tribute band (‘Lightning & Thunder’) dedicata a Neil Diamond, dimostrando che non è mai troppo tardi per innamorarsi e inseguire i propri sogni.

Biopic musicale fin troppo classico, Song Sung Blue si regge principalmente sulle ottime e sentite interpretazione dei suoi due protagonisti: Hugh Jackman e Kate Hudson. Entrambi sono appassionati, intensi, straordinariamente dotati sia nel canto che nel trasmettere emozioni. Tengono magistralmente la scena sia sul palco che fuori, gestiscono abilmente il dramma, ci mettono l'anima. Fanno insomma tutto ciò che è in loro potere per dare lustro a questa pellicola incentrata sulle canzoni di Neil Diamond.

Proprio la sua musica è l’altro importante e fondamentale collante che sorregge la narrazione, con un chiaro intento edificante ben presente nel messaggio che questa storia vuole trasmettere: non è mai troppo tardi per riscattarsi e inseguire i propri sogni, grazie al potere salvifico della musica e naturalmente dell’amore.




Tutto ciò però non basta a innalzare la resa di questa biografia senza pretese che si accontenta di alternare in maniera stucchevole le tragedie nella vita dei protagonisti alle trionfali scene sul palcoscenico, sicuramente le migliori. Per quanto bisogna ammettere che una tribute band di nicchia non sia proprio un argomento così avvincente. Inoltre le stesse canzoni di Neil Diamond, alla lunga, risultano stancanti e stantie (persino il suo orecchiabile cavallo di battaglia Sweet Caroline), salvo che per il ristretto pubblico (oggettivamente piuttosto agé) di fan.

Non giovano al ritmo neanche la lunghezza esagerata e immotivata (2h e 13’) né soprattutto gli eccessi melodrammatici e strappalacrime che rischiano di appesantire ulteriormente il racconto. 




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