di Silvia Sottile
Una coppia ordinaria. Un sogno straordinario. Song Sung Blue – Una Melodia d’Amore, scritto e diretto da Craig Brewer, con Hugh Jackman e Kate Hudson, sarà al cinema dall'8 gennaio, distribuito da Universal Pictures.
Ispirato a una storia vera, il film
racconta le vicende di due musicisti in difficoltà, Mike e Claire Sardina (Hugh Jackman e Kate Hudson), che danno vita
a una gioiosa tribute band (‘Lightning
& Thunder’) dedicata a Neil Diamond, dimostrando che non è mai troppo
tardi per innamorarsi e inseguire i propri sogni.
Biopic musicale fin troppo classico, Song Sung Blue si regge principalmente
sulle ottime e sentite interpretazione dei suoi due protagonisti: Hugh Jackman
e Kate Hudson. Entrambi sono appassionati, intensi, straordinariamente dotati
sia nel canto che nel trasmettere emozioni. Tengono magistralmente la scena sia
sul palco che fuori, gestiscono abilmente il dramma, ci mettono l'anima. Fanno insomma tutto ciò
che è in loro potere per dare lustro a questa pellicola incentrata sulle
canzoni di Neil Diamond.
Proprio la sua musica è l’altro importante e
fondamentale collante che sorregge la narrazione, con un chiaro intento
edificante ben presente nel messaggio che questa storia vuole trasmettere: non è mai troppo
tardi per riscattarsi e inseguire i propri sogni, grazie al potere salvifico
della musica e naturalmente dell’amore.
Tutto ciò però non basta a innalzare la resa di questa
biografia senza pretese che si accontenta di alternare in maniera stucchevole le
tragedie nella vita dei protagonisti alle trionfali scene sul palcoscenico, sicuramente
le migliori. Per quanto bisogna ammettere che una tribute band di nicchia non
sia proprio un argomento così avvincente. Inoltre le stesse canzoni di Neil
Diamond, alla lunga, risultano stancanti e stantie (persino il suo orecchiabile cavallo di battaglia Sweet Caroline), salvo che per il ristretto
pubblico (oggettivamente piuttosto agé)
di fan.
Non giovano al ritmo neanche la lunghezza esagerata e
immotivata (2h e 13’) né soprattutto gli eccessi melodrammatici e strappalacrime che
rischiano di appesantire ulteriormente il racconto.



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