giovedì 29 gennaio 2026

Speciale Oscar 2026 - Commento alle Nomination

 di Silvia Sottile


Pochi giorni fa sono state annunciate le nomination agli Oscar (qui il nostro articolo) che rappresentano sicuramente il culmine della stagione dei premi. Tra le tante conferme, abbiamo anche notato numerose sorprese e assenze. In particolare sono stati snobbati film o performance che a nostro avviso meritavano una candidatura. Viceversa, qualcosa è stato fin troppo incensato.

A mente fredda, abbiamo deciso di fare il punto della situazione. Naturalmente a ridosso della notte degli Oscar arriverà il nostro consueto speciale con i pronostici.

Iniziamo con I Peccatori di Ryan Coogler. Un film che abbiamo indubbiamente apprezzato molto. Ottime interpretazioni, una metafora di grande potenza, un grandioso impatto visivo, e una colonna sonora blues da Oscar. Però onestamente il record di candidature di tutti i tempi (16) ci sembra oggettivamente eccessivo.

Il film dell’anno, a nostro avviso, è Una battaglia dopo l’altra (qui la nostra recensione) di Paul Thomas Anderson, forte di ben 13 nomination. Eppure manca incredibilmente quella della giovane Chase Infiniti nella categoria Miglior Attrice Protagonista. Con ogni probabilità il suo posto in cinquina è andato alla veterana Kate Hudson (Song Sung Blue - qui la recensione), supportata da un maggior potere nello star system. Ci fosse stata Jennifer Lawrence per Die My Love (qui la recensione), già l’avremmo accettato più facilmente.

Veniamo alle altre performance che mancano all’appello.

Jesse Plemons è il cuore pulsante di Bugonia. Il film è stato candidato, al pari della sua coprotagonista Emma Stone, ormai sempre presente. Perché lui no? L’interpretazione di Plemons (che meritava di diritto un posto come Miglior Attore Protagonista) è pari, se non superiore, a quella della Stone.

Sempre nella stessa categoria ci stupisce anche l’assenza di Joel Edgerton, protagonista del pluricandidato Train Dreams.




Anche tra gli interpreti non protagonisti, saltano subito all’occhio diverse assenze. Innanzitutto Paul Mescal, William Shakespeare nello struggente Hamnet. La sua mancata candidatura lascia davvero basiti. Sull’onda dell’entusiasmo per I Peccatori, molto probabilmente è Delroy Lindo ad averlo spodestato.

Più complesso il discorso di Ariana Grande. Non è stata snobbata solamente lei come attrice non protagonista ma addirittura tutto il film! Non candidare Wicked – Parte 2 (qui la nostra recensione) neanche per i costumi o per le scenografie grida veramente vendetta...

Concludiamo con Guillermo del Toro che avrebbe meritato una nomination tra i migliori registi per il suo poetico Frankenstein (qui la nostra recensione), ma sono assolutamente meritevoli anche tutti i suoi colleghi in cinquina. Onestamente non avremmo saputo chi lasciare fuori.

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