di Silvia Sottile
Pochi giorni fa sono state annunciate le nomination agli Oscar (qui il nostro articolo) che rappresentano sicuramente il culmine della stagione dei premi. Tra le tante conferme, abbiamo anche notato numerose sorprese e assenze. In particolare sono stati snobbati film o performance che a nostro avviso meritavano una candidatura. Viceversa, qualcosa è stato fin troppo incensato.
A mente fredda, abbiamo deciso di fare il punto della
situazione. Naturalmente a ridosso della notte degli Oscar arriverà il nostro consueto
speciale con i pronostici.
Iniziamo con I
Peccatori di Ryan Coogler. Un film che abbiamo indubbiamente apprezzato
molto. Ottime interpretazioni, una metafora di grande potenza, un grandioso impatto
visivo, e una colonna sonora blues da Oscar. Però
onestamente il record di candidature di tutti i tempi (16) ci sembra
oggettivamente eccessivo.
Il film dell’anno, a nostro avviso, è Una battaglia dopo l’altra (qui la nostra recensione) di Paul
Thomas Anderson, forte di ben 13 nomination. Eppure manca incredibilmente
quella della giovane Chase Infiniti nella categoria Miglior Attrice Protagonista.
Con ogni probabilità il suo posto in cinquina è andato alla veterana Kate
Hudson (Song Sung Blue - qui la recensione), supportata
da un maggior potere nello star system. Ci fosse stata Jennifer Lawrence per Die My Love (qui la recensione), già l’avremmo accettato più facilmente.
Veniamo alle altre performance che mancano all’appello.
Jesse Plemons è il cuore pulsante di Bugonia. Il film è stato candidato, al
pari della sua coprotagonista Emma Stone, ormai sempre presente. Perché lui no?
L’interpretazione di Plemons (che meritava di diritto un posto come Miglior
Attore Protagonista) è pari, se non superiore, a quella della Stone.
Sempre nella stessa categoria ci stupisce anche l’assenza
di Joel Edgerton, protagonista del pluricandidato Train Dreams.
Anche tra gli interpreti non protagonisti, saltano
subito all’occhio diverse assenze. Innanzitutto Paul Mescal, William Shakespeare nello struggente Hamnet. La sua mancata candidatura
lascia davvero basiti. Sull’onda dell’entusiasmo per I Peccatori, molto probabilmente è Delroy Lindo ad averlo
spodestato.
Più complesso il discorso di Ariana Grande. Non è
stata snobbata solamente lei come attrice non protagonista ma addirittura tutto
il film! Non candidare Wicked – Parte 2 (qui la nostra recensione)
neanche per i costumi o per le scenografie grida veramente vendetta...
Concludiamo con Guillermo del Toro che avrebbe meritato una nomination tra i migliori registi per il suo poetico Frankenstein (qui la nostra recensione), ma sono assolutamente meritevoli anche tutti i suoi colleghi in cinquina. Onestamente non avremmo saputo chi lasciare fuori.


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