di Silvia Sottile
Già trionfatore agli EFA e vincitore del Grand Prix a Cannes, Sentimental Value di Joachim Trier, ha conquistato 9 candidature agli Oscar: Miglior film, Miglior regia (Joachim Trier), Miglior film internazionale, Miglior sceneggiatura originale (Eskil Vogt, Joachim Trier), Miglior montaggio (Olivier Bugge Coutté), Miglior attrice protagonista (Renate Reinsve), Migliore attrice non protagonista (Inga Ibsdotter Lilleaas), Miglior attrice non protagonista (Elle Fanning), Miglior attore non protagonista (Stellan Skarsgård).
Il film è al cinema dal 22 gennaio, distribuito da
Teodora Film e Lucky Red.
Sentimental Value è
considerato il capolavoro della maturità di Joachim Trier, che torna a dirigere
la sua musa Renate Reinsve, vincitrice a Cannes per la sua interpretazione
ne La persona peggiore del mondo. Ad affiancarla ci sono un
monumentale Stellan Skarsgård, premiato con il Golden Globe e l'European Film
Award, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas: il risultato è un cast
eccezionale che contribuisce a fare di Sentimental Value uno
dei casi cinematografici della stagione.
Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter
Lilleaas) sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro
vita del padre Gustav (Stellan Skarsgård) – regista carismatico e affascinante
ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto
rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua
figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la
sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di
Hollywood, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle
delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di
confrontarsi con il padre e con il loro passato.
Sentimental Value è
un dramma familiare scandinavo, intimo e commovente, che mette in luce – con delicatezza e intensità
emotiva – la complessità dei rapporti familiari. Una delle grandi abilità di
Trier è quella di realizzare un racconto che si prende i suoi tempi,
utilizzando anche gli sguardi, i gesti, le musiche e i silenzi, entrando pian piano sottopelle fino
a toccare profondamente l’anima. È uno di quei film meravigliosi che fanno tanto bene al cuore.
Già dalla prima immagine e dalle prime parole della pellicola,
lo spettatore rimane affascinato dall’originale approccio del regista e dalla sua personale cifra stilistica. Difatti la narrazione parte
dal punto di vista della casa di famiglia, teatro delle vicende da generazioni,
come fosse un essere senziente, dotato di proprie emozioni.
Questo dettaglio iniziale dà proprio la misura e la
chiave di lettura di una storia narrata con inconfondibile abilità, inserendo evidenti
suggestioni bergmaniane e metacinematografiche. I protagonisti si muovono
infatti nel mondo dell’arte, nello specifico cinema e teatro. Tutti hanno i
propri demoni e le proprie vulnerabilità che si esplicitano in particolare nel
rapporto tra il padre e le figlie – soprattutto la maggiore – ma anche tra le due
sorelle, cresciute in una famiglia disfunzionale di cui portano ancora addosso le
conseguenze e il dolore. La progressiva presa di coscienza chiarificatrice (i
cosiddetti ‘conti col passato’) non avviene in maniera urlata ma attraverso
il delicato e dirompente potere catartico della scrittura e del cinema.
Uno dei principali punti di forza di Sentimental Value è indubbiamente il cast in stato di grazia, capitanato del veterano Stellan Skarsgård, autore di una prova straordinaria, intensa e misurata, che potrebbe meritatamente valergli l'Oscar.




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