mercoledì 11 febbraio 2026

"Cime Tempestose" - Passione e Ossessione

 di Silvia Sottile


Da Warner Bros. Pictures e dall’acclamata regista premio Oscar Emerald Fennell (Una donna promettente, Saltburn), arriva Cime Tempestose”, con la candidata all’Oscar Margot Robbie e il candidato all’Oscar (nonché fresco vincitore del Critics' Choice Awards) Jacob Elordi.

Un’audace e originale reinterpretazione di una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, Cime Tempestose” di Emerald Fennell vede protagonisti Margot Robbie (Barbie, Tonya, Babylon) nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi (Frankenstein, Saltburn, Euphoria) in quello di Heathcliff. La loro passione proibita si trasforma da sentimento romantico a ossessione travolgente, in un’epica storia di desiderio, amore e follia.

Il film è interpretato anche dalla candidata all’Oscar Hong Chau (The Whale), Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes e Ewan Mitchell. Emerald Fennell firma regia e sceneggiatura, basata sul celebre romanzo Cime Tempestose di Emily Brontë (1847), ed è anche produttrice, insieme a Margot Robbie.

Fennell è affiancata dietro la macchina da presa dai suoi abituali partner creativi: il direttore della fotografia Linus Sandgren (premio Oscar per La La Land); la scenografa Suzie Davies; la montatrice Victoria Boydell; la direttrice del casting Kharmel Cochrane; il compositore Anthony Willis. I costumi sono firmati dalla pluripremiata costumista britannica Jacqueline Durran, vincitrice di 2 Oscar (Anna Karenina e Piccole donne). Il film include le canzoni originali di Charli XCX.

Dal 12 febbraio al cinema.




Accompagnato da un gran numero di polemiche fin dall’annuncio del cast e da una campagna promozionale molto intensa e seducente che non ha lasciato nulla al caso, facendo parlare parecchio di sé, “Cime Tempestose” di Emerald Fennell è un adattamento audace e provocatorio che si prende numerose libertà. Già il titolo, orgogliosamente dotato di virgolette, ci avverte di non aspettarci una rappresentazione fedele al materiale di partenza, quanto piuttosto una rivisitazione personale, basata sulla potenza delle emozioni, frutto della visione artistica della regista.

Rinunciando sia alla cornice del narratore principale che al narratore interno, proprio per non filtrare le intense emozioni, modificando diversi dettagli, riducendo i tempi e stravolgendo il ruolo di alcuni personaggi, Cime Tempestose” si concentra naturalmente sulla storia d’amore tragica e passionale tra Cathy e Heathcliff. Un amore tossico e turbolento, una passione che diviene ossessione, follia e dannazione. Cui fa da sfondo la spettrale brughiera inglese. 

La Fennell calca parecchio la mano su un erotismo travolgente di mentalità moderna (come del resto nei suoi precedenti lavori), rovente ma non particolarmente spinto (quasi non ci sono scene di nudo), fatto soprattutto di allusioni e suggestioni. Bisogna ammettere che la chimica tra i due bellissimi protagonisti è evidente e tangibile, e traspare intensamente dallo schermo. Si riesce a percepire tutta la carica erotica e sensuale che sprigionano. 




Straordinariamente magnetica Margot Robbie e dannatamente affascinante Jacob Elordi. Eppure qualche dubbio sull’effettiva correttezza della scelta – legato principalmente all’età anagrafica degli interpreti – resta. Riservano interessanti sorprese i personaggi secondari di Mr. Earnshaw (Martin Clunes), Nelly (Hong Chau) e Isabella Linton (Alison Oliver). Inoltre segnaliamo la presenza del giovane talento di Adolescence: Owen Cooper.

Dal punto di vista narrativo e tematico, dunque, venendo meno la tensione degli aspetti sociali dell’epoca inseriti dalla Brontë, sostituiti dallo stile esuberante e ardito della Fennell che esaspera l'atmosfera gotica, il film risulterà sicuramente molto divisivo. Visivamente, invece, per quanto anche qui non bisogna aspettarsi accuratezza storica, il film è una gioia per gli occhi, grazie a fotografia, scenografie e costumi mozzafiato, tendenzialmente baroccheggianti. Oltre a una colonna sonora di grande impatto.

Cime Tempestose” è indubbiamente un film molto ‘cinematografico’, patinato e pop. Da vedere assolutamente in sala. Un’opera che, pur con vari difetti, ha tutte le carte in regola per diventare un godibilissimo e seducente guilty pleasure.





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