di Silvia Sottile
Da Warner Bros. Pictures e dall’acclamata regista premio Oscar Emerald Fennell (Una donna promettente, Saltburn), arriva “Cime Tempestose”, con la candidata all’Oscar Margot Robbie e il candidato all’Oscar (nonché fresco vincitore del Critics' Choice Awards) Jacob Elordi.
Un’audace e originale reinterpretazione di una delle
più grandi storie d’amore di tutti i tempi, “Cime Tempestose” di
Emerald Fennell vede protagonisti Margot Robbie (Barbie, Tonya, Babylon) nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi (Frankenstein, Saltburn,
Euphoria) in quello di Heathcliff. La loro passione proibita
si trasforma da sentimento romantico a ossessione travolgente, in un’epica
storia di desiderio, amore e follia.
Il film è interpretato anche dalla candidata all’Oscar
Hong Chau (The Whale), Shazad Latif,
Alison Oliver, Martin Clunes e Ewan Mitchell. Emerald Fennell firma regia e
sceneggiatura, basata sul celebre romanzo Cime Tempestose di
Emily Brontë (1847), ed è anche produttrice, insieme a Margot Robbie.
Fennell è affiancata dietro la macchina da presa dai
suoi abituali partner creativi: il direttore della fotografia Linus Sandgren (premio
Oscar per La La Land); la scenografa
Suzie Davies; la montatrice Victoria Boydell; la direttrice del casting Kharmel
Cochrane; il compositore Anthony Willis. I costumi sono firmati dalla pluripremiata
costumista britannica Jacqueline Durran, vincitrice di 2 Oscar (Anna
Karenina e Piccole donne).
Il film include le canzoni originali di Charli XCX.
Dal 12 febbraio al cinema.
Accompagnato da un gran numero di polemiche fin dall’annuncio
del cast e da una campagna promozionale molto intensa e seducente che non ha
lasciato nulla al caso, facendo parlare parecchio di sé, “Cime Tempestose” di
Emerald Fennell è un adattamento audace e provocatorio che si prende numerose
libertà. Già il titolo, orgogliosamente dotato di virgolette, ci avverte di non
aspettarci una rappresentazione fedele al materiale di partenza,
quanto piuttosto una rivisitazione personale, basata sulla potenza delle
emozioni, frutto della visione artistica della regista.
Rinunciando sia alla cornice del narratore principale che al narratore interno, proprio per non filtrare le intense emozioni, modificando
diversi dettagli, riducendo i tempi e stravolgendo il ruolo di alcuni
personaggi, “Cime Tempestose” si concentra naturalmente sulla storia
d’amore tragica e passionale tra Cathy e Heathcliff. Un amore tossico e turbolento, una
passione che diviene ossessione, follia e dannazione. Cui fa da sfondo la spettrale brughiera inglese.
La Fennell calca parecchio la mano su un erotismo travolgente di mentalità moderna (come del resto nei suoi precedenti lavori), rovente ma non particolarmente spinto (quasi non ci sono scene di nudo), fatto soprattutto di allusioni e suggestioni. Bisogna ammettere che la chimica tra i due bellissimi protagonisti è evidente e tangibile, e traspare intensamente dallo schermo. Si riesce a percepire tutta la carica erotica e sensuale che sprigionano.
Straordinariamente magnetica Margot Robbie e
dannatamente affascinante Jacob Elordi. Eppure qualche dubbio sull’effettiva
correttezza della scelta – legato principalmente all’età anagrafica degli
interpreti – resta. Riservano interessanti sorprese i personaggi secondari di
Mr. Earnshaw (Martin Clunes), Nelly (Hong Chau) e Isabella Linton (Alison
Oliver). Inoltre segnaliamo la presenza del giovane talento di Adolescence:
Owen Cooper.
Dal punto di vista narrativo e tematico, dunque,
venendo meno la tensione degli aspetti sociali dell’epoca inseriti dalla Brontë,
sostituiti dallo stile esuberante e ardito della Fennell che esaspera l'atmosfera gotica, il film risulterà sicuramente
molto divisivo. Visivamente, invece, per quanto anche qui non bisogna aspettarsi accuratezza storica, il film è una gioia per gli occhi, grazie a
fotografia, scenografie e costumi mozzafiato, tendenzialmente baroccheggianti. Oltre a una colonna sonora di
grande impatto.
“Cime Tempestose” è
indubbiamente un film molto ‘cinematografico’, patinato e pop. Da vedere assolutamente in sala.
Un’opera che, pur con vari difetti, ha tutte le carte in regola per diventare un godibilissimo e seducente guilty
pleasure.




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