di Silvia Sottile
A 20 anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nell’atteso sequel del fenomeno globale del 2006 che ha segnato una generazione.
Il Diavolo Veste Prada 2 riunisce
il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh
McKenna, e introduce una serie di personaggi nuovi, tra cui Kenneth Branagh,
Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen
J. Shen e B.J. Novak. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di Lily e Irv.
Dal 29 aprile al cinema, distribuito da The Walt Disney Company Italia.
Il Diavolo Veste Prada 2 è il sequel più atteso dell’anno, un vero e proprio evento cinematografico. Ma è anche un’operazione sempre molto rischiosa quella di portare sul grande schermo, a una tale distanza temporale, un nuovo capitolo di un film ormai diventato cult – capace, nello specifico, di segnare l’immaginario della cultura pop.
Ritroviamo tutti i protagonisti del primo film esattamente
20 anni dopo. Il rutilante mondo della moda e soprattutto quello del
giornalismo sono profondamente cambiati. La stessa rivista super glamour Runway non riesce a superare indenne la rivoluzione
digitale, la gogna social, i contenuti valutati in base alle visualizzazioni… e
così Andy Sachs (Anne Hathaway), molto più sicura di sé, torna al fianco di una Miranda Priestley (Meryl
Streep) sempre sprezzante e imperante ma leggermente ammorbidita dall’età, dalle vicissitudini e
dalle trasformazioni del settore. Immancabili naturalmente Emily (Emily Blunt) –
in un nuovo ruolo di potere – e il mitico e imprescindibile Nigel (Stanley
Tucci).
Molte dinamiche sono
cambiate ma altre cose non cambiano mai…
E
infatti Il Diavolo Veste Prada 2,
pur non riuscendo a raggiungere il livello dell’originale, è un sequel valido,
brillante e divertente. Indubbiamente nostalgico, punta molto sui
numerosissimi e continui riferimenti al film del 2006, dando al pubblico di aficionados esattamente ciò che si
aspetta. È come ritrovare vecchi amici per rivivere più o meno le stesse
emozioni. Una sorta di gradevole comfort
movie.
Sicuramente questo sequel non
era indispensabile, e a tratti può anche sembrare poco più che un’operazione
commerciale. Ma fortunatamente non è solo questo. Gli anni trascorsi hanno
avuto il loro peso (tranne che per il cast che sembra non essere invecchiato di
un giorno!) e vengono inseriti elementi strettamente attuali. Risulta ad esempio davvero interessante, almeno per noi giornalisti, la riflessione che si fa sul nostro mondo e sul nostro mestiere, ormai
totalmente trasformato e quasi fagocitato dagli influencer. Conta solo fare milioni
di click, poco importa il valore dei contenuti… e questo fa male. Si può ancora fare qualcosa? Andy e Miranda ci provano sul serio. Puntando sulle donne, sulle loro capacità e sull'autodeterminazione: ormai siamo in pieno empowerment femminile.
Dicevamo che Il Diavolo
Veste Prada 2 non è oggettivamente
all’altezza del primo film che ha avuto un impatto mastodontico sulla cultura pop
e ancora oggi è amato, citato e venerato, conosciuto da tutti e ormai
indimenticabile in quanto entrato nell’immaginario collettivo. Però bisogna
riconoscere a questo sequel il merito di non aver stravolto tutto, come a volte
purtroppo accade, ma di aver restituito un’evoluzione credibile dei
protagonisti principali. L’emozione maggiore è infatti quella di
ritrovarli tutti e 4 sullo schermo, scoprire cosa gli è accaduto in questi 20
anni, ma anche ricordare con nostalgia tanti piccoli e grandi momenti cult.
Naturalmente,
a livello visivo, il cuore è sempre il mondo della moda: una scintillante e
patinata New York da copertina, lascia il posto nella seconda parte del film al fascino e all'eleganza della nostra Milano. Di grande impatto le scene
ambientate nella splendida cornice della Pinacoteca di Brera e al Santuario di
Santa Maria delle Grazie, di fronte all’affresco dell’Ultima Cena di
Leonardo Da Vinci, uno dei capolavori mondiali della pittura.
Il Diavolo Veste
Prada 2 è
retto principalmente dalle solide interpretazioni di Meryl Streep, Anne
Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Poco incisive le new entry, ad eccezione
di Simone Ashley (Bridgerton) e Sir Kenneth Branagh, che dà
sempre un contributo prezioso, anche se in un ruolo secondario. Non mancano i camei vip, da Lady Gaga a Donatella Versace.
Possiamo
quindi concludere definendo Il Diavolo Veste Prada 2 un’operazione decisamente
nostalgica e tutto sommato non necessaria, strettamente legata alla pellicola originale,
che tuttavia si inserisce bene nella realtà contemporanea, offrendo interessanti
spunti di riflessione. Un film che infine risulta molto piacevole, emozionante, divertente e ovviamente glamour. Un gradevole ritorno, dunque, assolutamente imperdibile per i
fan.




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