giovedì 4 giugno 2026

"Masters Of The Universe" - Per il Potere di Grayskull

 di Silvia Sottile


Il film live-action Masters Of The Universe, diretto da Travis Knight (Kubo e la spada magica, Bumblebee), riporta sul grande schermo i personaggi del celebre brand di giocattoli Mattel degli anni ’80. 

Nicholas Galitzine (Pecore Sotto Copertura, Purple Hearts, Cenerentola) nel ruolo di Adam/He-Man è affiancato da Camila Mendes (Riverdale), Idris Elba (Luther, la saga di Thor) e Jared Leto (Dallas Buyers Club). Nel cast anche Alison Brie (Together), Morena Baccarin (la saga di Deadpool), James Purefoy (Rome) e Charlotte Riley (Peaky Blinders).

Masters Of The Universe è nelle sale italiane dal 4 giugno, distribuito da Eagle Pictures e Sony Pictures Italia.

Dopo 15 anni, la Spada del Potere riporta il principe Adam/He-Man (Nicholas Galitzine) su Eternia, ora devastata dal diabolico dominio di Skeletor (Jared Leto). Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam deve unire le forze con i suoi alleati più fidati, Teela (Camila Mendes) e Duncan/Man-At-Arms (Idris Elba), e abbracciare il suo vero destino come He-Man, l’uomo più potente dell’universo.




Dopo il successo mondiale di Barbie di Greta Gerwig (qui la nostra recensione), Mattel ci riprova con He-Man. Ma l’operazione è già diversa in partenza – e decisamente in negativo. Per quanto abbia avuto il suo momento di gloria negli anni ’80, soprattutto grazie al cartone animato He-Man e i dominatori dell'universo, il giocattolo non ha assolutamente lo stesso impatto culturale delle Barbie, ancora oggi fortemente riconoscibili e presenti nell’immaginario collettivo. Inoltre la Gerwig ha creato veramente un’opera originale con cui è molto difficile confrontarsi.

Il pubblico di riferimento di Masters Of The Universe, per lo più sconosciuto ai giovani d’oggi, è dunque quello dei ragazzini cresciuti negli anni ’80, quindi sicuramente piuttosto ristretto per un film ad alto budget che rischia di rivelarsi un enorme flop commerciale, come oltretutto accadde al precedente tentativo – datato 1987 – con protagonista Dolph Lundgren (presente nella pellicola del 2026 in un piccolo cameo), I dominatori dell'universo.

Indubbiamente al regista (sembra incredibile che sia lo stesso del gioiellino Kubo e la spada magicaqui la nostra recensione) non restava altro che puntare tutto sull’effetto nostalgia, e così ha fatto, in maniera piuttosto pesante. Una marcata nostalgia degli anni ’80 che si evidenzia anche nella colonna sonora, in cui spicca il tema della sigla originale della serie animata, arricchita inoltre da brani rock quali Princes of the Universe dei Queen (nel tentativo di sottolineare il collegamento stiracchiato con Highlander – L'ultimo immortale, per cui la canzone fu proprio scritta) e What's Up?, hit della band 4 Non Blondes, attiva nei primi anni ’90.




Ma il problema di fondo, in realtà, non è neanche questo. Masters Of The Universe purtroppo non riesce a trovare una sua identità né un tono coerente e chiaro: sceglie di esagerare con l’ironia, spesso eccessiva, fuori luogo e persino demenziale, perdendo completamente l’aspetto epico. Inoltre il film è inficiato da una sceneggiatura confusionaria, banale e dialoghi scritti in maniera imbarazzante.

Il cast? Fa ciò che può, senza prendersi troppo sul serio, ma l’impressione è che non siano molto convinti neanche gli attori. Lo stesso protagonista Nicholas Galitzine appare a tratti incerto sulla direzione da prendere e il tono da adottare. Non possiamo invece giudicare l'interpretazione vocale del villain di Jared Leto in quanto abbiamo visto la versione doppiata in italiano.

Nonostante regali qualche risata, dobbiamo ammettere che Masters Of The Universe si rivela al di sotto delle pur basse aspettative, peccando anche di una eccessiva lunghezza (che stiracchia ulteriormente un racconto già non particolarmente avvincente), una CGI poco definita, e alcuni passaggi addirittura inutili e noiosi.

Vi raccomandiamo comunque di aspettare le tre scene dopo i (gradevoli) titoli di coda, una delle quali presenta un personaggio molto atteso, in prospettiva sequel (nell’eventualità di un accettabile riscontro al box office di questa origin story).





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