di Silvia Sottile
Finché morte non ci separi 2 (qui la nostra recensione), diretto da Matt
Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è al cinema dal 9 aprile. Le interpreti Kathryn
Newton e Sarah Michelle Gellar l’hanno presentato a Roma. Le abbiamo incontrate
in conferenza stampa.
Ecco cosa ci hanno raccontato:
Il film mescola horror e humor. È uno dei motivi
per cui avete detto sì al progetto?
Kathryn Newton: “Ho
detto di sì perché i registi sono dei geni e avevo già lavorato con loro in
Abigail. È stato un grande onore e sono davvero entusiasta di essere stata
invitata a lavorare nuovamente con loro e a lavorare con Samara Weaving in
questa saga”.
Sarah Michelle Gellar: “Ero
già una grandissima fan dell’originale. Mi è arrivata una telefonata, ho letto
la sceneggiatura e ho colto al volo l’occasione di farne parte”.
Il film è molto divertente ma parla anche di
famiglia, di ferite e di rapporti deteriorati. Quanto vi erano cari questi
temi?
Kathryn Newton: “È questo che rende il film
così interessante. Puoi vederlo come un viaggio divertente tra commedia e
horror oppure puoi andare più a fondo”.
Sarah Michelle Gellar: “Una
delle cose più interessanti del cinema è che si prendono problemi della vita
reale e si affrontano in un modo che non risulta così ovvio, sia essa una
commedia o un horror. In questo li abbiamo utilizzati entrambi, sia la commedia
che l’horror, per fare una dichiarazione nei confronti di questo desiderio di
potere. Le persone fanno di tutto non soltanto per ottenerlo ma anche per
mantenerlo. C’è anche un’esplorazione delle famiglie e dei vari tipi di
rapporti, specie quando senti un obbligo nei confronti di queste persone”.
I vostri personaggi sono per certi versi opposti ma
sono accomunati dal rapporto conflittuale con i rispettivi fratello e sorella.
Il film è una sorta di terapia. Un po’ estrema… come avete vissuto questo
aspetto dei vostri personaggi?
Sarah Michelle Gellar: “Io
e Kathryn siamo entrambe figlie uniche quindi abbiamo fatto finta di avere dei
fratelli. È affascinante. Shawn Hatosy e io abbiamo parlato dei nostri
personaggi, Ursula e Titus, che sono gemelli. I gemelli hanno un legame
particolare. Credo di aver conosciuto molte persone come il mio personaggio,
cresciute nell’ombra di un genitore, la cui presenza era molto forte. A quel
punto non hai una tua identità. Ursula era per metà un soldato di suo padre e
per metà condivideva l’identità con Titus. Aspettava questo momento da tutta la
vita ma si rende conto che lei non è la persona che credeva di essere e neanche
suo fratello. Questo legame gemellare si spezza e si allontanano. È un’esplorazione
molto interessante per lei”.
Kathryn Newton: “Per me
è stata un’esperienza completamente diversa. Samara in questo film è veramente
mia sorella. Io sono la sorellina più piccola. La nostra dinamica è stata molto
facile da trovare. Volevo dare sostegno a lei. Mi auguro che vedendo il film si
noti. Io mi sono innamorata di Samara Weaving. È veramente mia sorella
maggiore. Ho finito per copiarla sul set, anche in quello che mangiava o
beveva. È la persona perfetta da copiare perché è una ragazza fichissima e una
leader fantastica sul set. È una cosa strana entrare nella saga di un’altra
persona e stare con lei. La situazione migliore che potessi sognare. Vorrei
rifarlo. Qualsiasi film, qualsiasi sceneggiatura, e in qualsiasi momento, basta
che lavoro con lei a un nuovo progetto”.
Quanto
c’è dell’umanità di Buffy in questo personaggio? Com’è passare dall’altra
parte, al ruolo del cattivo? C’è anche una sorta di passaggio del testimone?
Sarah Michelle Gellar: “Mi
auguro di poter dare umanità in qualsiasi ruolo interpreto. Non vado
specificatamente alla ricerca di un qualcosa ma sicuramente voglio la
tridimensionalità. Non voglio mai una caricatura, voglio un personaggio. Porto
umanità al personaggio. Si può essere veramente cattivi ma devi avere una
motivazione per fare determinate cose. Se non ci credo, non posso chiedere al
pubblico di credere in quello che sto facendo. Essere cattivi è sicuramente
più divertente ma sono stata fortunata nella mia carriera perché ho avuto modo
di interpretare l’eroe ma anche passare dall’altra parte. E il pubblico mi ha
accettata in entrambi i casi. Questo fa parte della duplicità, nessuno di noi è
buono o cattivo al 100%”
Kathryn Newton: “Quando
hanno annunciato che ci sarebbe stata Sarah Michelle Gellar nel film, mi sono
sentita felicissima, è stato straordinario. Ha aiutato me e Samara anche nella
scelta del look e dei vestiti. Poi all’inizio mi sentivo un po’ a terra, ero
seduta, e lei mi ha fatto una foto e mi ha detto che somigliavo a Buffy
nell’episodio 1, anche l’acconciatura. Io in effetti avevo preso spunto da
Buffy. Quello che puoi fare è rendere omaggio alla comunità dei fan. Io già mi
sentivo in un certo senso che incanalavo Buffy”.
Avere così tanto amore da parte dei fan, rende più
liberi o un po’ condiziona nelle scelte dei progetti?
Sarah Michelle Gellar: “No,
sono due cose distinte. L’amore è stato incredibile. Ho sempre percepito l’affetto.
Nell’ultimo periodo i fan sono stati una fonte di luce, sono stata travolta del
loro amore e affetto. Per la scelta dei ruoli penso sia al contrario. Io non ho
paura di fare dei ruoli diversi, mi piace cambiare tipologia e non scegliere
sempre lo stesso ruolo ma variare. In genere accetto di fare un film se quel
ruolo mi piace, mi diverte. Questo film ad esempio lo vedrei a prescindere dal
fatto che ci sono io”.
C’è qualcosa in questo film che ti ha ricordato
perché ti piace così tanto lavorare nell’horror?
Sarah Michelle Gellar: “Sì,
tantissime cose. Mi piace che non ci sono regole. In un film horror le regole
vengono create per ciascuna singola storia. Finché morte non ci separi ha le
sue regole. E poi attraversa molti generi. L’horror mescola davvero tanti
generi. C’è il dramma ma c’è anche la commedia. Puoi mostrare quello che sai
fare. Quando fai questi film fai di tutto: sei divertente, sei drammatico, fai
azione, poi c’è la parte più truculenta… Forse è proprio questa una delle
ragioni per cui mi piace”.
Kathryn Newton: “Per me
invece questo rende omaggio alla collaborazione, alla creatività che si trova
nel fare cinema. Se io ho un’idea che piace al regista e poi la dà a qualcun
altro. È uno sforzo di squadra. Le persone non se ne rendono conto perché è un
film horror ma il processo di lavorazione è lo stesso. Questi registi sono
stati un dono per me. Mi hanno resa ancora più contenta di fare l’attrice. Ti
fanno sentire così apprezzata, si fidano di te e io mi fido di loro. Quando ho
visto la prima volta il film, li ho chiamati e ringraziati. Non puoi fare nulla
di sbagliato, puoi solo prenderti dei rischi. Lavorare con loro è come fare gli
spettacoli da bambini con la tua famiglia. Siamo amici, siamo di famiglia”.
Quali sono state le scene che vi siete divertite di
più a girare?
Kathryn Newton: “Sicuramente
quelle girate insieme. Abbiamo avuto un cut fantastico con Elijah Wood e anche
con altri colleghi. Le scene corali sono bellissime perché chiacchieravamo,
facevamo battute, abbiamo vissuto delle cose insieme. E questo è fondamentale
per noi”.
Sarah Michelle Gellar: “Abbiamo
realizzato questo film in 30 giorni, ci siamo divertiti moltissimo insieme. Tutti
hanno molta esperienza, abbiamo lavorato benissimo insieme. Ci sono tantissimi
stunt e tutti gli effetti sono pratici, non c’è CGI. Anche le esplosioni sono
reali, questo fa la differenza quando giri. Aggiunge tempo e lavoro extra ma se
tutti i film fossero come questo mi sentirei molto fortunata”.
E il momento più difficile sul set?
Sarah Michelle Gellar: “Con
persone che ti guidano così bene, le difficoltà si riducono. Ci sono state
principalmente due sfide. Sicuramente una riguarda la tempistica e gli stunt. E
poi i nostri errori. Succede che se ti trovi molto bene con quelle persone,
rischi di non riuscire a concentrarti, cominci a ridere”
Kathryn Newton: “Io non
ho trovato nessun aspetto che rappresentasse una sfida”.
Che effetto vi ha fatto avere David Cronenberg con
voi?
Kathryn Newton: “Io ero
nervosissima. Quando mi hanno detto che ci sarebbe stato lui nel cast, sono
rimasta senza parole. Sorpresa e poi entusiasta. Lo sentivi questo cambio di
energia quando lui arrivava sul set. Giravamo in Canada”.
Sarah Michelle Gellar: “È
una persona così carina. Voleva essere trattato come un qualsiasi attore del
cast. Però si soffermava su tutto. Faceva domande e soprattutto rispondeva alle
domande di tutti. Noi gli abbiamo chiesto indicazioni di regia ma lui ci ha
detto che era un attore, esattamente come noi”.
Vorresti continuare questo franchising?
Kathryn Newton: “Intanto
ditemi cosa ne pensate. Il primo film era fantastico. E lo è anche questo
sequel. Io sono sicura che i registi potrebbero tirare fuori un altro film
autonomo. Questo è stato completato, sta piacendo al pubblico. Non vedo l’ora
di lavorare di nuovo con loro. Li adoro così tanto! Farei qualsiasi cosa mi
proponessero. Se vogliono che faccia una mummia, la farò…”.
Uscendo dalla sala dopo aver visto questo film, ci
si sente super carichi. Quanto è importante la catarsi dell’horror?
Kathryn Newton: “Io
adoro gli horror. Li faccio soprattutto pensando ai fan. Se una persona esce
felice dal cinema significa che ce l’abbiamo fatta, che abbiamo fatto il nostro
lavoro”.
Sarah Michelle Gellar: “Credo
che sia veramente importante. Siamo bombardati ogni giorno da notizie che
vengono da ogni parte del mondo. Il cinema è lo spazio dove si mette da parte
il telefonino per due ore, staccandosi dal resto del mondo. Non si pensa a
nient’altro che a quello che si vede sullo schermo”.
Kathryn Newton: “Questa
è la speranza di questo film. Che vai, hai paura, ridi… Soprattutto questo
genere è molto più divertente per il pubblico che salta sulla sedia tutti
insieme, o ridacchia tutti insieme! È questo uno dei motivi per cui il cinema è
così importante. Andare in sala ti consente questa esperienza condivisa”.
C’è il tempo anche per un
commosso ricordo di Nicholas Brendon, co-protagonista di Buffy,
recentemente scomparso.
Sarah Michelle Gellar: “È una tragedia. È una tragedia quando perdi qualsiasi persona in qualsiasi momento. È una tragedia ancora più grande quando perdi una persona molto prima di quanto non sia necessario. È un peso molto duro da portare. La sensazione è che forse nel nostro show ci siano state più tragedie rispetto ad altri ma forse è soltanto una sensazione personale. Fa parte del nostro destino. Lui è stato una parte integrante di Buffy e questa è una cosa che non sparirà mai. Come attori pensiamo spesso all’eredità che lasciamo e lui ha portato così tanta gioia a così tante persone in quella serie. Tutte cose che continuano a vivere. Questa è la verità”.

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