di Silvia Sottile
L'attesa è finita! Mortal Kombat II – il nuovo capitolo ad alto tasso di adrenalina dell’acclamato franchise videoludico che torna sul grande schermo con tutta la sua brutale potenza – è al cinema dal 6 maggio, distribuito da Warner Bros. Pictures.
Questa volta, i campioni più amati dai fan – ora
affiancati da Johnny Cage in persona – si affrontano in un’epica battaglia
all’ultimo sangue per fermare il dominio oscuro di Shao Kahn, una minaccia che
incombe sull’esistenza stessa del Regno della Terra e dei suoi difensori.
Karl Urban interpreta Johnny Cage, affiancato da
Adeline Rudolph, Jessica McNamee, Josh Lawson, Ludi Lin, Mehcad Brooks, Tati
Gabrielle, Lewis Tan, Damon Herriman, con Chin Han, Tadanobu Asano nel ruolo di
Lord Raiden, Joe Taslim nel ruolo di Bi-Han e Hiroyuki Sanada in quello di
Hanzo Hasashi / Scorpion.
Il regista Simon McQuoid torna alla regia, firmando
questo nuovo capitolo da una sceneggiatura di Jeremy Slater, basata
sull’iconico videogioco creato da Ed Boon e John Tobias.
Mortal Kombat II è
un film pensato e realizzato per i fan, a cui sicuramente piacerà l’evoluzione
di questo secondo capitolo, dopo la delusione del film precedente, datato 2021. Innanzitutto
abbiamo il fondamentale inserimento di Johnny Cage e Kitana, indubbiamente il fattore
di maggiore impatto. Inoltre, a grande richiesta della fan base, si svolge finalmente
il torneo di Mortal Kombat.
Il risultato è un film d’azione adrenalinico e
avvincente, ricco di combattimenti ben coreografati e decisamente
molto cruenti. Un'epica battaglia all'ultimo sangue. Praticamente è un insieme ininterrotto di scontri, con una messa
in scena e una resa visiva molto simili al videogame. Mortal Kombat II è
inoltre arricchito da numerosi riferimenti alla pop culture e continue
citazioni.
Il film è volutamente esagerato e il tono rimane
leggero e scanzonato. Narrativamente il racconto è poco coerente – quasi un
pretesto per giustificare i combattimenti e le scene d’azione – ed è privo di
una vera tensione drammatica che vada un po’ più in profondità. In compenso l’ironia
di Johnny Cage dà un valore aggiunto.
Del resto da Mortal Kombat II non è che ci si aspettasse molto di più:
alla fine regala un paio d’ore d’intrattenimento senza grandi pretese.



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