di Valerio Brandi
Dopo essere stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2025 e successivamente alla XX Edizione della Festa del Cinema di Roma e al 38th Tokyo International Film Festival, il 28 maggio 2026 sarà finalmente nelle nostre sale, grazie a Officine UBU, Hen – Storia di una gallina.
Siamo di fronte al primo film doppiato in italiano del regista ungherese
György Pálfi: ma questo non vuol dire che questa gallina parlerà. Non è un
film d’animazione come Galline in fuga,
o uno di quei lungometraggi con animali veri doppiati da attori
umani.
È un lavoro in cui si è cercato il più possibile di
mantenere il realismo, utilizzando il meno possibile la CGI. Infatti, ad
interpretare la protagonista sono ben otto galline, di nome Eszti, Szandi,
Feri, Enci, Eti, Enikő, Nóra e Anett.
Se questo film è stato doppiato è perché questa
gallina, dopo essere scappata dall’allevamento intensivo dove era
nata, viaggerà un po’ per l’Europa, alla ricerca di un posto più
sicuro dove poter vivere. Sul suo cammino incontrerà diversi esseri umani,
alcuni molto cattivi, altri decisamente migliori.
Un vero e proprio film di sopravvivenza, l’istinto
che appartiene ad ogni essere vivente su questo pianeta. E le difficoltà
sono maggiori per una creatura del genere, essendo ai punti più bassi della
catena alimentare. Infatti, non saranno solo gli esseri umani a volerla
mangiare, ma anche animali come volpi e gatti. Tutto questo non è né
giusto o sbagliato. È semplicemente la natura, o – se preferite una citazione
più cinematografica – il ‘cerchio della vita’.
La determinazione di questa gallina, che sembra avere
una marcia in più per sfuggire a una triste sorte rispetto alle altre, ricorda
anche altri prodotti audiovisivi di questo genere, come la sotto trama di Happy Feet 2, dove i krill Will e Bill
decidono di staccarsi dal loro sciame per scoprire il mondo.
Un film bello ma forse non adatto a tutti: certi momenti,
soprattutto il finale, sono molto crudi e pesanti. Tra le altre cose, vengono
affrontati temi importanti come il traffico di esseri umani,
la microcriminalità e le violenze domestiche. Più consono, in
poche parole, almeno dai 12 anni in su.


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