mercoledì 27 maggio 2026

"Hen - Storia di una gallina" - Il mondo visto da una prospettiva inedita

 di Valerio Brandi


Dopo essere stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2025 e successivamente alla XX Edizione della Festa del Cinema di Roma e al 38th Tokyo International Film Festival, il 28 maggio 2026 sarà finalmente nelle nostre sale, grazie a Officine UBU, Hen – Storia di una gallina.  

Siamo di fronte al primo film doppiato in italiano del regista ungherese György Pálfi: ma questo non vuol dire che questa gallina parlerà. Non è un film d’animazione come Galline in fuga, o uno di quei lungometraggi con animali veri doppiati da attori umani.  

È un lavoro in cui si è cercato il più possibile di mantenere il realismo, utilizzando il meno possibile la CGI. Infatti, ad interpretare la protagonista sono ben otto galline, di nome Eszti, Szandi, Feri, Enci, Eti, Enikő, Nóra e Anett. 

Se questo film è stato doppiato è perché questa gallina, dopo essere scappata dall’allevamento intensivo dove era nata, viaggerà un po’ per l’Europa, alla ricerca di un posto più sicuro dove poter vivere. Sul suo cammino incontrerà diversi esseri umani, alcuni molto cattivi, altri decisamente migliori.  

Un vero e proprio film di sopravvivenza, l’istinto che appartiene ad ogni essere vivente su questo pianeta. E le difficoltà sono maggiori per una creatura del genere, essendo ai punti più bassi della catena alimentare. Infatti, non saranno solo gli esseri umani a volerla mangiare, ma anche animali come volpi e gatti. Tutto questo non è né giusto o sbagliato. È semplicemente la natura, o – se preferite una citazione più cinematografica – il ‘cerchio della vita’.  

La determinazione di questa gallina, che sembra avere una marcia in più per sfuggire a una triste sorte rispetto alle altre, ricorda anche altri prodotti audiovisivi di questo genere, come la sotto trama di Happy Feet 2, dove i krill Will e Bill decidono di staccarsi dal loro sciame per scoprire il mondo.  

Un film bello ma forse non adatto a tutti: certi momenti, soprattutto il finale, sono molto crudi e pesanti. Tra le altre cose, vengono affrontati temi importanti come il traffico di esseri umani, la microcriminalità e le violenze domestiche. Più consono, in poche parole, almeno dai 12 anni in su. 





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