di Silvia Sottile
Un sacco bello di Carlo Verdone Torna
nelle sale in versione restaurata in una tre giorni evento, dal 27 al 29 aprile,
grazie a Cineteca di Bologna.
Quando si può davvero parlare di “un esordio folgorante”. È quello di Carlo Verdone, nel 1980, con il suo Un sacco bello. Ora quel film è diventato un oggetto di culto, con la sua galleria di personaggi, con quelle battute che i fan di Carlo Verdone hanno scolpite nella memoria: ed era giunto il momento del restauro, realizzato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata con la supervisione dello stesso Carlo Verdone e promosso dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Mediaset Infinity – RTI, Minerva Pictures e SIAE – Società Italiana Autori ed Editori.
Giocato su tre storie che si intrecciano in un giorno
di Ferragosto, Un sacco bello ci regala personaggi
indimenticabili come quelli dell’hippy Ruggero, dello scatenato Enzo e
dell’imbranato Leo, tutti naturalmente interpretati da Verdone (che nel film
recita ben sei parti), senza dimenticare un perfetto Renato Scarpa nei panni
del compagno di viaggio di Enzo e il dirompente Mario Brega in quelli del padre
di Ruggero.
Personaggi che nascevano dagli spettacoli teatrali del
1977, Tali e quali e Rimanga fra noi…, dove
Verdone si era fatto le ossa recitando dodici ruoli umoristici, e dalla
trasmissione televisiva Non stop (1978-1979). Fino a quando,
racconta lo stesso Verdone, “cominciarono
ad arrivarmi delle proposte dal cinema, perfino da Celentano. La più seria era
di Sergio Leone, che mi diede un sacco di consigli e fu il mio primo padrino.
Un giorno Sergio mi disse: «Senti, ho riflettuto, il soggetto devi scriverlo da
solo e, per conto mio, devi anche dirigerlo te». Io smaniavo da anni di fare il
regista, ma mi prese il panico, volevo mollare tutto. Le paure mi passarono di
botto il giorno in cui Sergio si presentò in casa mia e mi disse che da quel
preciso momento cominciavano le sue lezioni di regia. Erano le tre del
pomeriggio, e restò fino alle undici a spiegarmi di tutto, continuando poi per
i due mesi successivi. Sergio mi ha insegnato tutto, ed è stato un produttore
fantastico. Un sacco bello è
venuto fuori così. Nel soggetto mi ero servito di tutte le mie esperienze
teatrali. Il personaggio del fricchettone era un monologo di quindici minuti.
Gli altri due episodi nascono da esperienze dirette: il bullo era uno che
incontravo sempre in un bar di via dei Pettinari, il mammone con la spagnola un
tizio che abitava sotto di me. Insomma mi basai molto sulla realtà”.
Qui il trailer:


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