di Valerio Brandi
Dopo La sposa! (qui la nostra recensione), Warner Bros. ha deciso di distribuire in tutto il mondo un altro film dedicato a un personaggio orrorifico molto più famoso sul grande schermo grazie alla rivale Universal.
Lee Cronin, già noto ai fan dell’horror grazie a Hole – L'abisso e La casa – Il risveglio del male, stavolta si è cimentato con La Mummia, mostro noto in passato non solo
grazie a Boris Karloff (sempre per restare in tema La sposa!) ma anche e soprattutto per via di Brendan Fraser.
Questa storia comincia subito nel terzo millennio, dove
una famiglia americana vive al Cairo per lavoro. Sono felici in Egitto, ma sognano
comunque di tornare a casa. Proprio nel momento in cui arriva a Charlie Cannon (Jack
Reynor) la notizia di una promozione a New York, succede la cosa peggiore possibile:
sua figlia Katie (Natalie Grace) viene rapita sotto i suoi occhi. La polizia egiziana
sembra non riuscire a ritrovarla (o non vuole?), così la famiglia Cannon torna in
America distrutta.
Niente più Grande Mela, ma Albuquerque, città natale della
moglie Larissa (Laia Costa). La famiglia Cannon cerca di andare avanti. Del resto,
oltre al primogenito Seb, ora c’è anche Maud, l’ultima arrivata.
Dopo otto anni, arriva una telefonata dal Cairo: Katie
è stata ritrovata... dentro un sarcofago! La polizia non sembra troppo turbata da tutto ciò: è un sistema da tempo utilizzato per il traffico di esseri umani. Ma
Katie sembra aver sofferto la prigionia in maniera più drammatica della media. Il
suo corpo è devastato, non parla più, ed è molto aggressiva nei confronti di tutti.
Sono solo i sintomi dovuti al rapimento, o c’è di mezzo qualcosa di più oscuro e
millenario?
Domanda retorica, a meno che non si sia minimamente a conoscenza
di tutta la mitologia, orrifica o meno, legata alle mummie egiziane.
Lee Cronin, sceneggiatore oltre che regista, ha deciso
di utilizzare, come strumento principale della maledizione, la scrittura ieratica,
una delle più antiche forme di corsivo, più vecchia dei ben noti geroglifici. Un
interessante approfondimento di storia vera, in un film horror soprannaturale che
ricorda davvero tanto L’esorcista di William
Friedkin. Ma questa scelta stilistica è più un difetto che un pregio. Mentre la
similitudine con una delle scene più famose di Scary Movie 3 rende il lungometraggio ancor meno spaventoso e drammatico.
Ci sono comunque altri elementi positivi, come la parte
investigativa, in cui oltre a Charlie, è protagonista la poliziotta interpretata
da May Calamawy, e il finale, capace di regalare l’emozione più forte di tutta questa
storia.
Lee Cronin - La Mummia è al cinema dal 16 aprile, distribuito da Warner Bros.



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