lunedì 9 marzo 2026

“La Sposa!” - I morti hanno qualcosa da dire

 di Silvia Sottile


I morti hanno qualcosa da dire.

Dall’autrice e regista Maggie Gyllenhaal (La figlia oscura) e con protagonisti Jessie Buckley (Hamnetqui la nostra recensione) e il premio Oscar Christian Bale (Il cavaliere oscuro) arriva La Sposa!, un’interpretazione non convenzionale di una delle storie più affascinanti di sempre, una rilettura audace e iconoclasta del mito di Frankenstein.

Dal 5 marzo al cinema con Warner Bros. Pictures.

Un solitario ‘Frank’ (Bale) si reca nella Chicago degli anni ’30 per chiedere alla pionieristica scienziata Dr. Euphronious (la cinque volte candidata all’Oscar Annette Bening) di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata, e così nasce La Sposa (Buckley). Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: omicidi, possessioni, un movimento culturale radicale e due amanti fuorilegge uniti in una storia d’amore esplosiva e indomabile.

Creata per amare… pronta a distruggere tutto!

Nel cast anche Peter Sarsgaard, Jake Gyllenhaal e Penélope Cruz. Maggie Gyllenhaal è affiancata dietro la macchina da presa da una squadra di grandi artisti: il direttore della fotografia Lawrence Sher, la scenografa Karen Murphy, il montatore Dylan Tichenor, la compositrice Hildur Guðnadóttir (Oscar per Joker) e la pluripremiata costumista Sandy Powell (3 Oscar all’attivo grazie a Shakespeare in LoveThe AviatorThe Young Victoria).




La Sposa! è una reinterpretazione dark e selvaggia non soltanto di Frankenstein di Mary Shelley ma anche del film La moglie di Frankenstein (1935), in chiave moderna e marcatamente femminista. Finalmente viene data voce alla Sposa, e – in un certo senso – anche alla stessa autrice.

Il film è un avvincente e brutale noir anni ’30 in versione horror, folle e sorprendente, affascinante e coraggioso, ricco di elementi gotici e con un’anima volutamente punk.

Eppure, in mezzo a questo apparente caos narrativo, emerge una visione precisa. La regista ha infatti dato una lettura molto interessante e ambiziosa alla sua opera, un taglio decisamente originale – pur attingendo pesantemente da materiale preesistente in un suggestivo mix cucito a vista – che la distingue dalle due recenti pellicole con cui viene naturale effettuare un confronto: Povere creature! (2023) di Yorgos Lanthimos (qui la recensione) e Frankenstein (2025) di Guillermo del Toro (qui la recensione).

Innanzitutto Gyllenhaal riscrive l’iconico mito horror di Frankenstein trasformandolo in una profonda storia d’amore che va oltre la morte. Un amore trasgressivo – al contempo forte e delicato – tra anime perse, un amore che nasce dalla solitudine, dalla fragilità, dal sentirsi diversi ed emarginati. Ed ecco che emerge tutta la potenza degli importanti (e attuali) temi trattati.

A cui si aggiunge, naturalmente, la visione propriamente femminista. La Sposa, infatti, nel voler urlare a gran voce a nome di tutte le donne che sono state zittite per secoli, in tutti i sensi e con ogni mezzo, si erge a eroina, dando il via a un istintivo moto di ribellione e autodeterminazione, con una ferma presa di coscienza della propria identità, del proprio valore e dei propri diritti.

Non dimentichiamo che Mary Shelley era figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo. 




Cos’è fondamentale in un film di questo tipo? Una protagonista all’altezza. Se tutto il cast è ovviamente d’altissimo livello, con un intenso e toccante Christian Bale nei panni di ‘Frank’, è l’interpretazione straordinaria e magnetica di Jessie Buckley a fare la differenza. Sembra incredibile vederla passare in un attimo dalla madre devastata dal lutto di Hamnet (per cui ha meritatamente vinto tutto il possibile in questa stagione dei premi ed è in pole position per l’Oscar) alla selvaggia e incontrollabile compagna di Frankenstein.

Il comparto tecnico, come si può facilmente evincere dai nomi degli artisti citati in apertura, è assolutamente mozzafiato. Tutto – dall’originalità dei costumi, alla fotografia cupa, alla colonna sonora di grande impatto, fino a scenografie, trucco e acconciature – contribuisce a creare un’opera visivamente strabiliante, folle e punk, con una netta prevalenza degli elementi gotici e noir.

Per quanto imperfetto, La Sposa! è un film che colpisce e non lascia indifferenti.





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