lunedì 30 marzo 2026

“Lo sguardo di Emma” - Una crescita dolorosa ma necessaria

 di Silvia Sottile


Lo sguardo di Emma (À bras-le-corps) di Marie-Elsa Sgualdo è in arrivo al cinema dal 2 aprile grazie a Trent Film.

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Venezia 2025, il film segna l’esordio nel lungometraggio della regista svizzera di origine italiana Marie-Elsa Sgualdo e vede protagonista Lila Gueneau, già acclamata interprete del film rivelazione Eat The Night di Caroline Poggi e Jonathan Vinel, presentato alla Quinzaine des Cinéastes del 77° Festival di Cannes.

Ambientato in un remoto villaggio svizzero durante la seconda guerra mondiale, il film segue le vicende di Emma, una ragazza che presta servizio nella casa di un predicatore. La sua esistenza scorre semplice e silenziosa, scandita dalle regole della comunità e da una fede che sembra indicarle il posto che le spetta nel mondo.

Ma quell’equilibrio fragile si spezza quando viene aggredita da un giovane reporter. Da quell’episodio nasce una gravidanza inattesa che cambierà radicalmente il corso della sua vita: costretta a confrontarsi con il peso del giudizio sociale e le rigide convenzioni dell’epoca, la ragazza sceglie di intraprendere un difficile percorso di consapevolezza e autoaffermazione. Di fronte a un mondo che vorrebbe relegarla al silenzio e alla colpa, la giovane donna guarda avanti e prende finalmente in mano il proprio destino, trasformando il trauma in un motore di emancipazione e sfidando apertamente l’ipocrisia del luogo in cui vive. 

Lo sguardo di Emma è il ritratto intenso di una crescita dolorosa ma necessaria: la storia di una ragazza che, nel cuore di un tempo segnato dalla guerra e dalle disuguaglianze, trova la forza di reinventare se stessa e di imparare a vivere senza dipendere dall’uomo che ha marchiato la sua esistenza.

«Questo film è una lettera d’amore alle donne della mia famiglia e a innumerevoli altre che hanno combattuto battaglie invisibili per l’autonomia» - ha dichiarato la regista Marie-Elsa Sgualdo - «Ho presto realizzato che questa storia non è unica ma piuttosto una lotta sistemica. La lenta evoluzione dei diritti e delle libertà delle donne è resa possibile dall’accumulo di molte esperienze individuali. Il viaggio di Emma non riguarda quindi il trionfo, ma il costo delle scelte: è una storia individuale e personale di resistenza - un percorso dal basso verso l’emancipazione - che ci ricorda che, per molto tempo, le donne non sono state considerate esseri umani a pieno titolo».




Qui il trailer ufficiale:




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