di Silvia Sottile
Uscirà al cinema dal 26 marzo Don Chisciotte, il nuovo film di Fabio Segatori, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale.
Alessio Boni interpreta
con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu, che conferisce al suo
Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, insieme alle
esordienti Gabriella Bagnasco nel
ruolo di Dulcinea e Martina
Molinaro in quello di Altisidora.
L’opera, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno
di MIC – Direzione Generale Cinema
e Audiovisivo, Calabria
Film Commission e Lucana
Film Commission, e in collaborazione con Rai Cinema, è stata presentata in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari
International Film&Tv Festival.
«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in
un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il
regista Fabio Segatori, che
aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non
finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si
rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora
abituati”».
Realizzato al di fuori delle logiche industriali
dominanti, il film punta sulla potenza del testo classico, sul lavoro degli
attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un
vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una
terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e
Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a
picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.
È un film fisico, materico. Nell’epoca
dell’Intelligenza Artificiale, delle immagini finte, è stato costruito un
mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una
telecamera, è volato nel cielo a testa in giù. Un vero “corpo a corpo” contro
il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella
battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata
girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le
riprese del film, come altre locations.
Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri
dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi
cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che
elegge la contadina Dulcinea a
dama ideale e trascina con sé Sancio
Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.
Il cavaliere cerca di difendere i più deboli, anche a
costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato, umiliato e infine
sconfitto, Don Chisciotte viene
riportato a casa in gabbia, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così
muore. Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore, dalla
guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte, ovvero il sogno
ostinato di un’umanità più libera.
Qui il trailer ufficiale:


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