di Valerio Brandi
Chi non conosce le linee di Nazca? Trattandosi di uno dei siti archeologici più famosi del Sud America, la loro importanza è nota a tutti gli studiosi di storia e archeologia ma la loro fama ha superato ampiamente i confini didattici, perché fanno parte della cultura pop.
Vengono infatti citate nel film Indiana Jones e il regno del teschio di
cristallo (2008), inoltre sono apparse in ben quattro storie del
settimanale a fumetti Disney Topolino.
Ma per quale motivo i Nazca hanno scavato quelle linee
nel deserto peruviano? Una risposta certa non c’è ancora oggi. La civiltà
Nazca è scomparsa molti secoli prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo e quelle
successive lo hanno da tempo dimenticato, anche per colpa dei
coloni europei che hanno costretto quelle popolazioni a cambiare
tradizioni e religioni. È invece sicuro il nome di colei che ha riportato
alla luce, dopo secoli, questi enormi solchi nel deserto peruviano: Maria Reiche.
Damien Dorsaz ha avuto l’onore e la fortuna
di conoscerla nel 1996, due anni prima della sua scomparsa. Un incontro
significativo, che ha spinto l’attore francese a mettersi dietro la
macchina da presa proprio per darle il giusto risalto anche nel mondo del
cinema.
Lady
Nazca – La signora delle linee è dunque la sua
opera prima da regista. Un film di finzione, non un documentario. Quindi con
qualche licenza poetica (ad esempio, il personaggio storico di Paul
Kosok è stato trasformato in Paul D'Harcourt) ma comunque valido nel
raccontare la storia di questa donna straordinaria.
In Lady Nazca –
La signora delle linee, la storia ha inizio nel 1936. Maria
Reiche (Devrim Lingnau) si trova in Perù da qualche anno. Di certo
non conta di tornare presto nella sua Germania, visto che l’Europa è
sempre più dominata dai ben noti totalitarismi dell’epoca. Una sera incontra
Paul D'Harcourt (Guillaume Gallienne), un archeologo francese che ha bisogno di
una traduttrice per la sua nuova spedizione.
In breve Maria accetta, pensando che si sarebbe
allontanata per poco tempo dalla sua attuale vita, ossia quella di insegnante a
Lima. Non può ancora sapere che quello che doveva essere un semplice
studio sul sistema di irrigazione della civiltà Nazca, la porterà a
scoprire uno dei più importanti misteri della storia dell’umanità. Con una
semplice scopa di saggina, ha scoperto i disegni originali di quelle linee
bianche così ben impresse nel terreno. È stata la prima a fotografarle e, in seguito,
le ha viste in tutta la loro maestosità grazie a un aeroplano.
Poi ha cominciato una battaglia per difenderle dai
latifondisti senza scrupoli. Una lotta che non è ancora terminata:
purtroppo, nonostante il suo impegno, nei decenni successivi, alcune di queste
figure sono state danneggiate. Alcune in modo irreparabile, per via
della costruzione di una strada (la Carretera Panamericana Sur), altre
in maniera più lieve – ma comunque preoccupante – per atti di disattenzione o,
peggio ancora, vandalismo ecologico (come quello ad opera di Greenpeace nel 2014).
In ogni caso, Maria Reiche è stata la prima
a convincere il governo peruviano a metterle in sicurezza e ha fatto in tempo a
vederle diventare patrimonio UNESCO nel 1995.
Lady Nazca – La signora delle linee è, in versione originale, un film multilingue, come lo era la vera protagonista. Ci sono dialoghi in inglese, spagnolo, francese e tedesco. Sarà interessante scoprire come tutto questo è stato adattato nella versione italiana, al cinema dal 12 marzo, grazie a Officine Ubu.

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