martedì 10 marzo 2026

"Lady Nazca - La signora delle linee" - Uno dei più grandi misteri dell'umanità

 di Valerio Brandi


Chi non conosce le linee di Nazca? Trattandosi di uno dei siti archeologici più famosi del Sud America, la loro importanza è nota a tutti gli studiosi di storia e archeologia ma la loro fama ha superato ampiamente i confini didattici, perché fanno parte della cultura pop.  

Vengono infatti citate nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008), inoltre sono apparse in ben quattro storie del settimanale a fumetti Disney Topolino.  

Ma per quale motivo i Nazca hanno scavato quelle linee nel deserto peruviano? Una risposta certa non c’è ancora oggi. La civiltà Nazca è scomparsa molti secoli prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo e quelle successive lo hanno da tempo dimenticato, anche per colpa dei coloni europei che hanno costretto quelle popolazioni a cambiare tradizioni e religioni. È invece sicuro il nome di colei che ha riportato alla luce, dopo secoli, questi enormi solchi nel deserto peruviano: Maria Reiche. 

Damien Dorsaz ha avuto l’onore e la fortuna di conoscerla nel 1996, due anni prima della sua scomparsa. Un incontro significativo, che ha spinto l’attore francese a mettersi dietro la macchina da presa proprio per darle il giusto risalto anche nel mondo del cinema.  

Lady Nazca – La signora delle linee è dunque la sua opera prima da regista. Un film di finzione, non un documentario. Quindi con qualche licenza poetica (ad esempio, il personaggio storico di Paul Kosok è stato trasformato in Paul D'Harcourt) ma comunque valido nel raccontare la storia di questa donna straordinaria.  




In Lady Nazca – La signora delle linee, la storia ha inizio nel 1936. Maria Reiche (Devrim Lingnau) si trova in Perù da qualche anno. Di certo non conta di tornare presto nella sua Germania, visto che l’Europa è sempre più dominata dai ben noti totalitarismi dell’epoca. Una sera incontra Paul D'Harcourt (Guillaume Gallienne), un archeologo francese che ha bisogno di una traduttrice per la sua nuova spedizione.  

In breve Maria accetta, pensando che si sarebbe allontanata per poco tempo dalla sua attuale vita, ossia quella di insegnante a Lima. Non può ancora sapere che quello che doveva essere un semplice studio sul sistema di irrigazione della civiltà Nazca, la porterà a scoprire uno dei più importanti misteri della storia dell’umanità. Con una semplice scopa di saggina, ha scoperto i disegni originali di quelle linee bianche così ben impresse nel terreno. È stata la prima a fotografarle e, in seguito, le ha viste in tutta la loro maestosità grazie a un aeroplano.  




Poi ha cominciato una battaglia per difenderle dai latifondisti senza scrupoli. Una lotta che non è ancora terminata: purtroppo, nonostante il suo impegno, nei decenni successivi, alcune di queste figure sono state danneggiate. Alcune in modo irreparabile, per via della costruzione di una strada (la Carretera Panamericana Sur), altre in maniera più lieve – ma comunque preoccupante – per atti di disattenzione o, peggio ancora, vandalismo ecologico (come quello ad opera di Greenpeace nel 2014).   

In ogni caso, Maria Reiche è stata la prima a convincere il governo peruviano a metterle in sicurezza e ha fatto in tempo a vederle diventare patrimonio UNESCO nel 1995.  

Lady Nazca – La signora delle linee è, in versione originale, un film multilingue, come lo era la vera protagonista. Ci sono dialoghi in inglese, spagnolo, francese e tedesco. Sarà interessante scoprire come tutto questo è stato adattato nella versione italiana, al cinema dal 12 marzo, grazie a Officine Ubu. 




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