sabato 17 gennaio 2026

"A Knight of the Seven Kingdoms" - Recensione dei primi 2 episodi

 di Valerio Brandi


Ser Arlan di Pennytree (Danny Webb), anziano cavaliere errante dei Sette Regni, è appena morto per un colpo di freddo. Il suo fido scudiero Dunk (Peter Claffey) non può far altro che seppellirlo. Una cerimonia funebre senza alcuna gloria, in cui gli unici testimoni, oltre a Dunk, sono i suoi tre cavalli e un pettirosso.  

“Che cosa posso fare ora?”. È questo il primo pensiero che assilla Dunk, subito dopo la fine delle esequie. Ser Arlan è stato con lui fin dal giorno in cui lo ha preso con sé, quando era solo un bambino del quartiere Fondo delle pulci di Approdo del Re. Potrebbe vendere i cavalli e avere così abbastanza denaro per sopravvivere tre anni. Ma dopo?  

Tenendo in mano l’acciaio del suo vecchio padrone, arriva finalmente l’ispirazione:  
far credere a tutti che Ser Arlan lo ha nominato cavaliere prima di morire. Così potrà guadagnare denaro giostrando o prestando servizio presso qualche Lord del Reame.  

Il torneo più vicino è alla città di Ashford. Lungo la via incontrerà Egg (Dexter Sol Ansell), un ragazzo calvo come un uovo. Guardandolo, a Dunk sembra di rivedere se stesso alla sua età. Così, dopo un primo rifiuto, decide di prenderlo con sé. Ora ha una spada, dei cavalli e uno scudiero. Gli servono però anche un nuovo stemma, un’armatura adatta al suo fisico possente, e soprattutto... convincere le istituzioni che lui è veramente il Cavaliere di nome Ser Duncan l’Alto! 

Succede naturalmente anche dell’altro, ma questa è comunque la sostanziale sinossi dei primi due episodi di A Knight of the Seven Kingdoms (Il Cavaliere dei Sette Regni), la nuova serie prequel de Il Trono di Spade.  

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una trasposizione televisiva di un’opera letteraria scritta da George R.R. Martin. Un romanzo composto da tre novelle, pubblicate per la prima volta tra il 1998 e il 2010. 




Gli appassionati lettori di Martin sanno dunque già da tempo l’esito di questi racconti. Quindi, senza fare spoiler per chi non le ha lette (o non si ricorda una piccola citazione del primo episodio della quarta stagione de Il Trono di Spade), possiamo dire che questi primi due episodi della prima stagione, sono fedelissimi al racconto originale.  

Nonostante tra i creatori e i produttori figuri sempre Ira Parker, la situazione è completamente diversa da House of the Dragon. Non ci sono licenze poetiche illogiche, né scelte di casting irrispettose del materiale letterario originale.  

Gli attori ingaggiati per interpretare Dunk, Egg e Ser Alan, ma anche Aerion Targaryen (Finn Bennett), Baelor Targaryen (Bertie Carvel), Tanselle (Tanzyn Crawford), Lyonel Baratheon (Daniel Ings), Maekar Targaryen (Sam Spruell), Daeron Targaryen (Henry Ashton), Plummer (Tom Vaughan-Lawlor), Steely Pate (Youssef Kerkour), Steffon Fossoway (Edward Ashley), Raymun Fossoway (Shaun Thomas), sembrano davvero usciti dal libro. 

Questo discorso, poi, non riguarda solo il lato estetico ma anche – e soprattutto – la loro caratterizzazione. Oltre al fatto che tantissimi dialoghi sono ripresi esattamente da quelli presenti nelle pagine della prima parte, questi attori si sono davvero calati nei rispettivi personaggi.  

Peter Claffey è stato bravissimo nel mostrare la storica ingenuità e poca intelligenza di Dunk. Dexter Sol Ansell ha la lingua lunga come il vero Egg, e Bertie Carvel è davvero la cavalleria fatta persona. Tanti attori sconosciuti, o quasi, al grande pubblico (Daniel Ings e Tom Vaughan-Lawlor hanno avuto in passato piccoli ruoli nel Marvel Cinematic Universe), ma molti di loro hanno una lunga carriera teatrale alle spalle, quindi questa nuova serie TV potrebbe essere l’occasione per farli conoscere.  




In questi primi due episodi che riassumono al meglio le prime 60 pagine del libro, ci sono anche delle scene inedite. Come la festa nella tenda dei Baratheon, in cui Dunk conosce a fondo la personalità del padrone del padiglione, ossia “La Tempesta che Ride”. Una sequenza che, come dicevamo, non compromette assolutamente l’integrità del romanzo, e che molto probabilmente sarà gradita ai più, perché se abbiamo amato sentire Robert Baratheon (Mark Addy) gridare “Vino!”, come potremmo non fare lo stesso con il suo altrettanto scatenato antenato?  

La prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms (Il Cavaliere dei Sette Regni) è composta da sei episodi che saranno disponibili settimanalmente a partire da lunedì 19 gennaio 2026, in esclusiva su HBO Max Italia.  




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