di Silvia Sottile
Torino, primi anni ‘70. Al reparto di cardiochirurgia delle Molinette si combatte una battaglia che non ha precedenti: quella per spostare il limite tra la vita e la morte.
La terza stagione di Cuori – serie tv coprodotta da Rai
Fiction, Aurora TV Banijay e Rai Com con il Centro Produzione Rai di Torino e
con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, in onda ogni domenica e
lunedì a partire dal 1 febbraio, per sei appuntamenti in prima serata su Rai 1
– racconta l’ambizione e il coraggio di un gruppo di medici che hanno
immaginato il futuro della medicina quando ancora non esistevano strumenti,
protocolli o certezze.
Ispirata a fatti reali – dal
brevetto di uno dei primi cuori artificiali al mondo alla corsa per il
trapianto cardiaco – la serie intreccia scienza e sentimenti, mostrando come le
più grandi rivoluzioni nascano sempre da un atto di immaginazione.
In questa terza stagione
Delia Brunello e Alberto Ferraris (Pilar Fogliati e Matteo Martari) insieme ai
loro colleghi si misurano con intuizioni che all’epoca sembravano
avveniristiche: il contropulsatore, il defibrillatore portatile, un Holter
costruito a mano, i primi tentativi di utilizzo dell’angioplastica. Laddove la
tecnologia non basta, subentrano genio, audacia e la follia di immaginare nuove
strade.
L’arrivo di un nuovo
primario rischia di stravolgere equilibri fragili, imponendo prudenza dove la
squadra è abituata a osare. Delia e Alberto ne sanno qualcosa, divisi tra amore
e scelte etiche dolorose; come anche Fausto e Virginia, eternamente in bilico
tra desiderio e destino. Tutti i personaggi saranno costretti a scoprire che, a
volte, è più facile guarire una malattia che un cuore spezzato.
Nella terza stagione si
racconta anche l’Italia che cambia: negli anni ’70 arrivano femminismo,
divorzio, nuove dinamiche familiari e persino un carismatico sensitivo che
mette in discussione la fede cieca nella scienza. In corsia e fuori, Cuori racconta la rivoluzione di
un’epoca in cui ogni giorno era una prima volta.

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