lunedì 12 marzo 2018

#UnescoMovie: "New York Academy"

di Diletta Nicastro




La nostra #RoadToOscar è terminata la scorsa settimana con il trionfo di Coco – che ha portato a casa ben due statuette – ed oggi #UnescoMovie volge lo sguardo verso un film che non ha vinto nessun premio e che nel 2016 è rimasto in cartellone più in Italia (3 settimane) che negli Usa (1 settimana) e che in Italia ha guadagnato più che in tutto il resto del mondo: l’emozionante New York Academy (High Strung) di Michael Damian (Moondance Alexander, Flicka 2, Natale a Castlebury Hall), presentato a luglio al Giffoni Film Festival.
 
Il film, vagamente ispirato alla vita della moglie dello stesso Damian (“Lei è la mia ispirazione di tutto”), racconta la storia di una ragazza che entra, grazie ad una borsa di studio, in un’accademia di danza a New York. Sola ma molto determinata, la giovane Ruby (la ballerina Keenan Kampa) incontra per caso Johnnie (Nicholas Galitzine), un inglese che suona il violino alle fermate della metropolitana, e tra i due nasce non solo una tenera amicizia ma anche un sodalizio che li porterà a partecipare ad un concorso per archi e danza.


E’ indubbio che il cuore del film sia la commistione tra danza e musica, regalando allo spettatore magnifiche coreografie e numeri che mettono i brividi, in cui il balletto classico si sposa con la street dance (il numero finale è mozzafiato). 

La scena che rimane più impressa del film, tuttavia, è il tango sensuale (Patrimonio Immateriale Culturale dell’Umanità dal 2009) a cui i due protagonisti danno vita durante una cena di beneficenza, dove Ruby è un’invitata e Johnnie uno dei camerieri. Il loro ballo non passerà inosservato e porterà ad un duello assai particolare tra Johnnie e il rivale Kyle (Richard Southgate), che si sfideranno con le note di un violino.

“La scena del tango durante la serata di gala è quella che ho amato di più”, racconta Damian in un’intervista. “E’ venuta veramente bene ed ha portato al duello di violini in cui Nicholas e Richard sono stati incredibili. Si sono impegnati tantissimo ed hanno fatto infinite prove. Si sono esercitati in albergo fin oltre la mezzanotte, con il direttore dell’albergo che li chiamava per il troppo rumore che disturbava i clienti, pensando che avessero organizzato una festa e loro che rispondevano ‘No, ci stiamo esercitando per il nostro duello di spade’. Alla fine il numero è stato pazzesco”.



Il motivo per cui il Tango è inserito nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità: 

“La tradizione argentina ed uruguaiana del Tango, ora familiare in tutto il mondo, si è sviluppata presso le classi basse urbane di Buenos Aires e Montevideo. Tra un mix di immigrati europei, discendenti di schiavi africani e i nativi della regioni conosciuti come criollos, un’ampia gamma di costumi, credenze e rituali furono miscelati e trasformati in un’identità culturale distintiva. Tra le personificazioni più riconoscibili di questa identità vi è il tango che personifica ed incoraggia al tempo stesso la diversità e il dialogo culturale”.

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