lunedì 27 novembre 2017

"Amori che non sanno stare al mondo" di Francesca Comencini

di Silvia Sottile




Amori che non sanno stare al mondo, di Francesca Comencini, è una commedia sentimentale che racconta con ironia e grande lucidità una storia d’amore che non sa stare al mondo e il modo in cui le donne ne affrontano la fine e un nuovo inizio.

Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi) si sono amati, a lungo e con passione. Poi tutto è finito e per lei non è stato facile: dopo tanti anni il loro è un mondo alla deriva, come un’isola. Lui ha dentro la furia di andare avanti, tornare a terra; lei non vuole dimenticare. Un giorno Flavio incontra Giorgia (Camilla Semino Favro) con l’energia e la vitalità dei suoi trent’anni, e basta un attimo per portarlo ad impegnarsi; Claudia, invece, cede al fascino della bellissima e seducente Nina (Valentina Bellè), sua ex studentessa che sembra sapere bene cosa vuole.

Tratto dall’omonimo romanzo scritto dalla stessa regista, Amori che non sanno stare al mondo si presenta come un incostante flusso di coscienza, dallo stile frammentario, volto a raccontare le emozioni  vissute dopo la fine di un amore, mescolando i toni della commedia e quelli del dramma. La protagonista attraversa una serie di fasi, dalla negazione, alla “follia”, alla rinascita, volte ad elaborare e infine ad accettare e superare il dolore per un grande amore che è finito. 

 Lucia Mascino

Il messaggio della pellicola è molto importante, delicato e condivisibile, con un finale ben riuscito, perfetto per concludere questo particolare e specifico arco narrativo.  Gran parte del merito va  all’ottima interpretazione di Lucia Mascino, sempre credibile negli sbalzi d’umore di Claudia, nonostante spesso sia difficile identificarsi negli assurdi e isterici atteggiamenti del suo personaggio.

Quello che non convince pienamente, invece, è proprio lo stile frammentario, non lineare, che da una parte garantisce una certa originalità ma dall'altra fa talvolta perdere il filo logico allo spettatore. Numerosi sono i ricordi che si sovrappongono al presente e non mancano addirittura anche innesti di vecchi video in bianco e nero o parentesi surreali. Inoltre, alcuni passaggi narrativi sembrano poco credibili, e qualche scena di sesso poteva benissimo essere evitata, risultando superflua ai fini della trama. 

Nel complesso, comunque, emerge un cristallino e fedele ritratto di donna, anzi, di donne: oltre alla protagonista, nel film ci sono altre tre donne (le già citate Giorgia e Nina, a cui va aggiunta Diana, la migliore amica di Claudia, interpretata da Carlotta Natoli), dai caratteri diversi, che contribuiscono a raccontare le varie sfaccettature dell’universo femminile. Punto di vista del film, dunque, prettamente femminile, mentre l’unico uomo viene messo a nudo, lasciando trasparire le sue paure che sono poi quelle dell’uomo di oggi. 

Dal 29 novembre al cinema.

 Thomas Trabacchi

Ecco cosa ci hanno raccontato in conferenza stampa la regista, le sceneggiatrici (Francesca Manieri, Laura Paolucci) ed i protagonisti:

Francesca Comencini: “Amori che non sanno stare al mondo parte dal libro che era costituito da una sorta di monologhi interiori. La frammentarietà del film è stata pensata come un flusso di coscienza. Alla fine di questo amore c’è disordine, e lei cerca di capire cosa non è andato ma alla fine rinasce ricostruita. La montatrice Ilaria Fraioli ha lavorato molto sul repertorio. Non è un film d'amore ma un film che ragiona sull'amore, legato all'epoca attuale. Molto indicativa è la frase pronunciata nel film, quel dialogo tra i due protagonisti: ‘Rimpiango quell'epoca’ ‘ma non è mai esistita’ ‘neanche l'età dell'oro ma questo non ci impedisce di rimpiangerla’. Si tratta quindi quasi di un vagheggiare. Io ho voluto fare come sempre un film dal punto di vista femminile, non potrebbe essere diversamente essendo una donna ma non volevo fare un’inquisizione nei confronti degli uomini. Non volevo raccontare una donna vittima. Meglio una donna talvolta matta, insopportabile o disperata. E un uomo impaurito, a volte anche giustamente, da questa donna così caratterialmente forte. Raccontare è diverso da giudicare. Non credo nel neutrale. C'è un punto di vista evidentemente femminile che racconta anche cose su noi stesse ma ciò non significa che sia un punto di vista giudicante”.

 Francesca Comencini

Lucia Mascino: “Ho assorbito la storia fin dalla prima lettura. Ho cercato di entrare più in contatto col punto di vista del personaggio per rendere la sua storia la mia. Abbiamo più parlato, dialogato, invece che provare in maniera classica. L’obiettivo era far esistere il personaggio più che recitarlo. Raramente esiste un personaggio così travolgente, scritto così bene. Non si racconta solo una storia d'amore ma una persona che nonostante il dolore della separazione, la tempesta emotiva che sta vivendo, ha diritto di esistere. Una storia di autodeterminazione. Una storia che tocca il cuore, che trafigge. Ridi e poi senti un colpo al cuore. Una storia che mescola dramma e commedia. In certi momenti attraversiamo una fase di isteria e ossessione per salvaguardarci da qualcosa, da una rassegnazione, un non voler mollare. L’isteria è crederci, poi si trasforma”.

Carlotta Natoli: “Io sono ‘l’amica’. In tutti i film italiani c'è l’amica e questa è la mia stagione. C'è comunque uno spazio per ogni personaggio oltre alla trascinante protagonista. Io gioco la controparte, il contro tempo del dramma. In genere nella vita io invece ho vissuto situazioni al contrario ma mi sono appoggiata ad amiche così, con la capacità di sdrammatizzare”.

 Carlotta Natoli

Laura Paolucci: “Il libro parte già frammentario. L'intuizione di affrontare la storia d'amore così è stata geniale, l’aspetto di originalità. La comicità nasceva dall'unità di dramma e disperazione con l’autoironia. Questo è stato il primo approccio. E la visione comune di non voler giudicare. Non avere un piano o una tesi ma portare le cose imparate nella vita appoggiandosi a film o libri. Ci siamo molto divertite e abbiamo inserito qualche piccolo momento di vendetta”.

Francesca Manieri: “ ‘Frammenti di un discorso amoroso’ è una guida del pensiero. Al cinema diviene iper narrativo. Interessante ma molto difficile da portare al cinema. I personaggi parlano tanto e ognuno di loro possiede un pezzo dello specchio rotto di questo amore. Forse dentro questa guerra c'è una verità ma nessun giudizio. I personaggi sono raccontati con grande amore perché protagonisti di una grande storia d'amore”.

Thomas Trabacchi: “Non sto scomodo nell'essere una minoranza (maschile), vivo la storia di un uomo che non sa stare in una storia d'amore e quindi al mondo. Lui è vanitoso, deve rinunciare al potere a cui gli uomini sono abituati. Ci vuole coraggio ad accettare uno specchio frammentato. Ho tanti coetanei cinquantenni che lasciano la partner di una vita e i figli ventenni e costruiscono un nuovo nucleo familiare con una donna molto più giovane. Forse più per la paura di morire. Mi sembra un vecchio che vuole succhiare un'energia che non deve appartenergli!

 Valentina Bellè

Infine, Francesca Comencini non si esime dal rispondere ad una specifica domanda sulle numerose accuse di molestie nel mondo del cinema: “Io sono femminista. Ho parlato di abusi nei miei film al cinema ma credo che si debba portare molto più in alto questo discorso, a livello politico e necessita di più tempo. Si tratta di una questione troppo seria e importante. In tutto il mondo e in Italia alcune donne hanno iniziato a parlare e a raccontare. Adesso nel mondo del cinema ma credo che non si limiti a questo, è un fatto sistemico che temo riguardi tutti i contesti con storie simili. È importante e positivo che si parli. A queste donne coraggiose non è stato dato in Italia ascolto e presunzione di verità. È importante dare la presunzione di verità alle donne, fermo restando il sacrosanto diritto di chi è accusato di difendersi. Asia Argento è stata addirittura attaccata: purtroppo è sempre così in Italia. Per fortuna poi molte donne hanno invertito un po’ la rotta. Poi la questione riguarda qualcosa di sistemico, un patriarcato. È una questione politica di cui si dovrebbe parlare con più tempo a disposizione”.

 Francesca Comencini

 Lucia Mascino
Copyright foto © Silvia Sottile

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