domenica 21 maggio 2017

"Noi eravamo": 'attualizzare' il materiale di repertorio per un nuovo approccio alla Storia

di Alberto Leali



Quindici anni di storia italiana, dal 1918 al 1933, raccontati attraverso le vicende di quattro personaggi: i fratelli Guglielmo (Alessandro Tersigni) e Luciano (Davide Giordano) Cusin, volontari al fronte di nazionalità argentina ma figli di immigrati veneti, Agnese Pavan (Beatrice Arnera), crocerossina amata da entrambi, e il pilota Fiorello La Guardia (Yari Gugliucci), americano ma anch'egli figlio di emigrati italiani, giunto in Italia per combattere sugli aerei Caproni. È quest'ultimo, futuro sindaco di New York, la voce narrante del film e il filo conduttore delle vicende degli altri tre personaggi, attraverso i ricordi che pesca, vividi e colmi di emozione, dai cassetti della sua memoria.


Leonardo Tiberi, premio speciale ai Nastri d'Argento per il docufilm Fango e gloria, continua a portare sullo schermo la storia contemporanea: per diversi anni direttore editoriale dell'Istituto Luce, il regista ha infatti realizzato un cospicuo numero di lavori, tra cortometraggi e documentari, col materiale presente all'interno del prezioso archivio. Stavolta, però, l'operazione si fa più rischiosa e complessa, poiché lo straordinario materiale di repertorio viene scansionato in alta definizione, restaurato, acquisito in digitale (variando la velocità di scorrimento da 12/14 fotogrammi al secondo a 25) e infine colorizzato.

Il fine è quello di "attualizzare" queste immagini di pregevole valore, per cercare un approccio nuovo e affascinante alla Storia. Le immagini di repertorio vengono, inoltre, amalgamate con la parte di finzione del film, creando un'opera ibrida e curiosa, che vuol consentire allo spettatore di calarsi nel racconto nel modo più vivo e partecipato possibile. Piaccia o meno, l'ardita operazione di Tiberi è interessante e proprio il materiale di repertorio "rivisitato" è il motivo per cui il film merita di essere visto.


La parte di fiction, invece, è meno convincente, poiché girata con uno stile televisivo e non particolarmente emozionante negli sviluppi narrativi. E' innegabile che ciò che affascina lo spettatore e che rende questo lavoro a suo modo un unicum sono le immagini d'archivio rese sorprendentemente fluide e dinamiche da un lavoro raffinato e altamente specializzato; interessante, ma a nostro parere meno necessaria ed efficace, la colorizzazione, che pur facendo seguito a una notevole documentazione nel rispetto della filologia e della Storia, ha un effetto un po' straniante, che, a dire il vero, è lo stesso che procura l’inserimento degli attori all’interno di alcune sequenze di repertorio.

Buono, comunque, il cast, soprattutto Alessandro Tersigni, Yari Gugliucci e Roberto Citran; da segnalare, inoltre, il brano finale, una versione piuttosto anticonvenzionale, eseguita da Renzo Arbore e dal Motta Mandolin Quartet, della celebre La leggenda del Piave.  

Noi eravamo sarà nelle sale italiane con un’uscita evento solo il 22, 23 e 24 maggio.

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