martedì 23 maggio 2017

"Alamar": sorprendente viaggio nella natura e nei sentimenti

di Alberto Leali

Natan (Natan Machado Palombini) ha cinque anni, abita a Roma con la mamma Roberta (Roberta Palombini) e sta per passare l'estate con suo padre Jorge (Jorge Machado), che vive a Banco Chinchorro, estesa barriera corallina nei mari messicani, con suo padre Matraca (Néstor Marín). Sarà un'esperienza indimenticabile, alla scoperta di un mondo nuovo e sorprendente. Un rapporto d'amore fra un padre e un figlio, l'armonia fra l'uomo e la natura incontaminata, un ritorno alle origini dell'umanità, ma anche l'addio ad un mondo 'diverso' che lascerà segni profondi. 


È tutto questo il bellissimo docufilm Alamar del regista di origini messicane Pedro González-Rubio. Nelle acque di una delle più belle barriere coralline al mondo, a bordo di una barchetta bianca e in compagnia di tre generazioni (nonno, padre e figlio), lo spettatore è immerso nella semplice, ma al contempo straordinaria, quotidianità dei personaggi, in un mondo che pare quasi sospeso e fiabesco per quanto è distante dalle nostre vite. E in silenzio, con gli occhi puntati allo schermo, senza un solo attimo di tedio, gustiamo ogni momento di questo viaggio nei sentimenti e nella natura. E come il piccolo Natan facciamo la conoscenza, attimo dopo attimo, esperienza dopo esperienza, di una realtà sconosciuta e affascinante, di un modo di vivere di ancestrale bellezza. 


Ad accompagnarci in questo viaggio ci sono gli insegnamenti di un padre al figlioletto, il polifonico rumore del mare, uccelli marini con cui stringere amicizia, e il mondo che si cela, immenso, sotto la superficie marina. Alamar è un film da scoprire poco a poco, a cui ci si affeziona, e da cui ci si lascia trasportare senza nemmeno chiedersi se ciò che stiamo vedendo sia finzione o documentario (Jorge, Roberta e Natan sono padre, madre e figlio anche nella realtà). 

Alamar è un'esperienza cinematografica che vive della bellezza e della profondità delle piccole cose, degli elementi di una natura amica e protettrice, della forza dei sentimenti e dei legami. Immagini di straordinaria potenza, che catturano scenari minimali ma pulsanti di vita, accompagnano le relazioni tra i personaggi, che vediamo dispiegarsi in itinere, attraverso dialoghi e gesti di spontanea e pregnante intimità. 

Alamar, dal 25 maggio al cinema, ci ha messo otto anni per arrivare sui nostri schermi, ma grazie al cielo è arrivato! E anche se, forse, non sarà facile vederlo, provateci, ne varrà sicuramente la pena!

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