di Silvia Sottile
“Che cosa
significa davvero andare al cinema? Perché continuiamo a farlo, dopo più di un
secolo?”.
Con queste domande si apre Filmlovers!, il film di Arnaud Desplechin, in uscita nelle sale italiane il 28 dicembre con Academy Two, in occasione di un anniversario simbolico: i 130 anni dalla prima proiezione cinematografica pubblica dei fratelli Lumière, tenutasi a Parigi nel 1895.
Un omaggio dichiarato alla sala cinematografica come
luogo di incontro, di memoria e di scoperta, ma anche un viaggio intimo nel
rapporto tra spettatore e immagini, tra finzione e vita reale.
Filmlovers!
è un’opera che si muove tra documentario, racconto autobiografico e finzione
cinematografica, seguendo il giovane Paul Dedalus, alter ego di lunga data del
regista, già protagonista dei suoi film I
miei giorni più belli e I fantasmi
d'Ismael.
Attraverso Paul, Desplechin costruisce una sorta di
romanzo di formazione dello spettatore: un percorso fatto di prime visioni, di
scoperte estetiche, di sale buie e luminose rivelazioni. Le sue esperienze si
intrecciano con testimonianze di altri amanti del cinema — registi, critici,
spettatori comuni — in un flusso di immagini e parole che alterna ricordi,
inchiesta, sogno e riflessione.
“Ho voluto
mescolare le forme, i tempi, i generi”, racconta Desplechin. “Filmlovers! è una lettera d’amore al cinema,
ma anche un’indagine sul nostro sguardo. Cosa succede quando ci sediamo in
sala, nel buio, davanti a uno schermo? Perché torniamo, sempre, nonostante
tutto?”.
Nel momento in cui il cinema si reinventa, tra
piattaforme digitali e nuove modalità di fruizione, Filmlovers! ricorda la potenza insostituibile dell’esperienza
condivisa. Desplechin non idealizza il passato, ma interroga il presente: il
film diventa così un manifesto poetico e politico sulla resistenza delle sale,
sulla loro capacità di creare comunità, emozione e immaginazione. Ogni sequenza
è attraversata da un amore profondo per le immagini — quelle della memoria
personale e quelle della storia del cinema. La macchina da presa scivola tra
archivi, pellicole dimenticate e nuovi frammenti di vita, componendo un mosaico
visivo che è insieme autobiografia e dichiarazione d’intenti.
Qui il trailer ufficiale:



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