martedì 30 dicembre 2025

"La piccola Amélie" - Un viaggio nella magica dimensione della prima infanzia

 di Valerio Brandi


Nel Giappone del secondo dopoguerra vive una bambina di nome Amélie, figlia di due diplomatici belgi. Una bimba che per i primi due anni però è come se non fosse presente. Non parla e non interagisce con il resto della famiglia. Come se fosse rinchiusa in una bolla. Finché, appunto, il giorno del suo secondo compleanno, la nonna le fa assaggiare un pezzettino di cioccolata bianca belga.

Da quel momento tutto cambia. Amélie, che si è sempre ritenuta Dio, comincia ad esternare la sua grande personalità e ad esplorale il mondo intorno a lei.  

Dopo essere stata raccontata attraverso il romanzo Metafisica dei tubi, l’infanzia di Amélie Nothomb viene ora mostrata al mondo attraverso un meraviglioso film d’animazione diretto da Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, La piccola Amélie.

Animazione tradizionale piena di colori e forme armoniose, con l’H2O grande protagonista. I ricordi più belli della piccola Amélie sono legati dunque all’acqua. Lei adora il mare e il suo laghetto casalingo. Inoltre, come già accennato nella sinossi, nei suoi primi 24 mesi le è sembrato di vivere davvero in una bolla d’acqua.  

Tutti questi elementi, uniti all’animazione tradizionale – ma al tempo stesso molto innovativa – non possono non far pensare a un grande capolavoro nipponico degli ultimi anni, ossia Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki.  

Insieme a tutto questo splendore, a tanto umorismo (non è divertente il mondo visto con gli occhi di un bambino?), agli affetti più cari, ci sono anche momenti più bui: come ci ricorda Inside Out, non può mai esserci solo gioia ma è presente anche la tristezza. 




Amélie viene quindi a contatto con alcune delle cose più tristi del mondo già nei primi anni di vita. Come la scomparsa di un familiare tanto amato e il rischio del distacco da una persona a lei tanto cara, nel suo caso la tata Nishio-san. Una ragazza giovane e molto affine a lei, molto diversa dalla sua famiglia, che la vorrebbe invece lontana dalla casa dei Belgi. Il motivo è presto spiegato: il Giappone è sempre stato un Paese isolato culturalmente dal resto del mondo, e dopo le bombe atomiche, al pregiudizio si è aggiunto ancor più risentimento nei confronti degli Europei.  

La piccola Amélie è dunque un film adatto a tutta la famiglia. Per i bambini che vogliono sognare con un’animazione del tutto diversa da quella a cui sono attualmente abituati, e anche per i più grandi che possono capire non solo le questioni sociopolitiche ma immedesimarsi e magari migliorarsi come gli adulti di questa storia.  
 
Dopo aver debuttato al Festival di Cannes 2025 ed essere stato proiettato nel corso dell’ultima edizione di Alice nella Città, La piccola Amélie sarà al cinema dal 1° gennaio 2026, distribuito da Lucky Red.  


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