di Silvia Sottile
La nuova serie tv prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction pone al centro della narrazione un territorio inesplorato da un punto di vista cinematografico e televisivo.
Uno
sbirro in Appennino – in onda su Rai 1 per quattro prime
serate da giovedì 9 aprile e in anteprima con i primi due episodi su RaiPlay da
martedì 7 aprile, per la regia di Renato De Maria – è, sì, una serie poliziesca
che intreccia mistero, dramma e relazioni ma, grazie alla sceneggiatura firmata
da Fabio Bonifacci, apre uno scorcio sull’Appennino che – dichiara il regista –
“non a caso è la parola che completa il
titolo e dà un significato e un tono preciso al nostro lavoro”.
Grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, la
serie mette in scena il ritorno del commissario Vasco Benassi
(interpretato da Claudio Bisio) nel suggestivo scenario di Muntagò, immaginario
paese d’origine del personaggio, che rappresenta l’intero Appennino, con la sua
bellezza, le tradizioni, l’anima popolare e lo spopolamento.
Il commissario Benassi, pur titolare di un bel
curriculum di successi investigativi, ha commesso un errore che paga con un
“punitivo” ritorno a casa. Ma le indagini che deve affrontare lo costringono a
riprendere contatto con le sue radici e con le persone che si è lasciato alle
spalle. Come la cugina Gaetana (Elisa D’Eusanio), ispettrice del commissariato
di Muntagò, che prova a offrirgli il calore della famiglia; il marito di lei,
Bruno (Ivan Zerbinati), vecchio rivale in amore; il fidato Fosco (Michele
Savoia), giovane agente di polizia che decide di seguirlo in Appennino perché
ne riconosce l’umanità e la lealtà. Ma più di tutte le vecchie conoscenze,
quella che si impone fortemente nella vita di Vasco Benassi è Nicole Poli
(Valentina Lodovini), grande amore platonico di gioventù, diventata solitaria
quanto lui per via di brutte esperienze in amore e di un lavoro impegnativo (è
la prima sindaca donna di Bologna).
Al gruppo degli adulti si inserisce la trama legata al
figlio di Gaetana e Bruno, Macchio (Jacopo Dei), e al figlio di Nicole, Magico
(Lorenzo Minutillo), grandi amici che perdono la testa per Amaranta (Chiara
Celotto), giovane poliziotta partenopea che viene mandata come agente di
rinforzo al commissariato di Muntagò.
Amaranta ha la stessa “tigna” di Benassi nel voler
trovare i colpevoli e lui, dopo una iniziale resistenza, ne diventa il
mentore creando con un rapporto a cui non sa dare un nome: è la figlia che non
ha mai avuto? Oppure una versione di sé stesso giovane e femminile? Benassi non
lo sa, ma il loro rapporto maestro-allieva sconfina in una “genitorialità
dell’anima” difficile da gestire per entrambi. Il tutto ovviamente mentre danno
insieme la caccia a pericolosi criminali.


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