martedì 7 aprile 2026

"A cena con il dittatore" - La fuga è servita

 di Valerio Brandi


Madrid, 1939. Il Tenente Medina (Mario Casas), ufficiale agli ordini di Francisco Franco (Xavi Francés), irrompe nel lussuoso hotel Palace. Vuole organizzare lì una cena per festeggiare la vittoria della guerra civile per il Caudillo e i suoi generali, ma non è a conoscenza del fatto che quella struttura è ancora un ospedale improvvisato, essendo passate solo due settimane dalla fine delle ostilità. 

Nonostante ciò, anche per via dell’intransigenza del suo superiore Alonso (Asier Etxeandia), il maître del Palace, Genaro Palazón (Alberto San Juan), è costretto ad accettare, anche se riesce con le sue abilità di mediatore a dettare alcune condizioni. I migliori chef del Paese sono dei prigionieri repubblicani: quale occasione migliore per liberarli? Almeno per un giorno, e poi, chissà...  

Basato su La Cena dei Generali, opera teatrale di José Luis Alonso de Santos, scritta nel 1998 ma andata in scena per la prima volta solo una decina di anni dopo, A cena con il dittatore è una commedia ricca di satira politica dedicata a uno dei periodi più bui della Spagna: l’inizio di una sanguinosa dittatura che ebbe fine solo nel 1975, quando Juan Carlos divenne Re e riportò nel Paese la democrazia.  




Il regista Manuel Gómez Pereira (Reinas – Il matrimonio che mancava) ha affermato che per mettere in scena questo suo nuovo film si è ispirato a tanti nomi illustri della cinematografia. Come Lubitsch, Billy Wilder, Woody Allen, ma anche gli italianissimi Federico Fellini, Dino Risi, Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Forse si è dimenticato di citarne uno in particolare: John Huston, e il suo Fuga per la vittoria.  

Come preannunciato nella sinossi, l’elegante maître Genaro riesce a convincere Medina e soprattutto Alonso a liberare, seppur temporaneamente, i migliori chef della Spagna, imprigionati e prossimi alla condanna per essere stati nemici di Francisco Franco. Quale occasione migliore per salvarli completamente, magari fuggendo dal Palace mentre i generali sono occupati a mangiare le loro prelibatezze?  

Naturalmente l’impresa non è facile e gli imprevisti non mancheranno. Proprio per questo motivo vedremo la classica commedia piena di equivoci, con momenti un po’ slapstick.  




A cena con il dittatore non fa solo satira nei confronti del Franchismo, ma ci ricorda che quella è stata una vera e propria guerra civile, in cui gli spagnoli si sono davvero odiati a vicenda, e che anche la fazione repubblicana ha avuto le sue colpe (come i numerosi casi di repressione nei confronti dei cristiani). Il personaggio di Genaro, essendo, oltre che monarchico, più neutrale rispetto agli altri, cercherà di far ragionare come meglio può entrambe le opposizioni, perché tra il bianco e il nero c’è sempre quel grigio capace di farci sperare in un futuro più idilliaco.  

Un’avventura piena di risate, amore, colpi di scena, che fa anche venire appetito allo spettatore per via dei numerosi piatti tipici iberici messi in scena. 

A cena con il dittatore sarà al cinema dal 9 aprile, distribuito da Officine UBU.



  


Nessun commento:

Posta un commento