di Silvia Sottile
Dal 9 marzo nelle sale italiane À bout de souffle – Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard (Francia/1960, 90′), nell’edizione restaurata da StudioCanal e CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.
In occasione dell’uscita, grazie a Lucky Red in collaborazione
con Bim Distribuzione, del
nuovo film di Richard Linklater Nouvelle
Vague (al cinema dal 5 marzo), la Cineteca di Bologna porta dal 9 marzo nelle sale italiane il
restauro del film d’esordio di Jean-Luc Godard, À bout de souffle – Fino all’ultimo respiro.
Nuova tappa del “Cinema Ritrovato al cinema”, il
progetto della Cineteca di Bologna per la distribuzione dei classici
restaurati, il restauro di Fino
all’ultimo respiro è realizzato da StudioCanal e CNC-Centre national du
cinéma et de l’image animée, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata della
Cineteca di Bologna.
Era il 1960 quando uno dei registi che avrebbe
scardinato la storia del cinema consegnava quello che sarebbe diventato un
manifesto della Nouvelle Vague: “Non
rivedere questo film (per la seconda o la centesima volta) – scrisse
Jean-Claude Izzo – sarebbe, come è stato
scritto allora, privarsi di emozioni tra le più belle e forti che il cinema
abbia proposto in questi ultimi tempi”.
Parigi 1959, il centro del mondo. Godard dirige, Truffaut
scrive. Belmondo/Poiccard, piccolo omicida, corre a perdifiato per sfuggire
alla polizia e a cinquant’anni di cinema di papà; Jean Seberg vende l’“Herald
Tribune” sugli Champs Elysées, s’innamora, lo tradisce: ‘déguelasse’. Poco
budget, molto amore per il B-movie americano, sguardi in macchina, jump-cuts,
l’euforizzante sensazione che tutto sta per ricominciare. Irripetibile, e forever
young.
“Fino all’ultimo respiro appartiene, per
sua natura, al genere di film in cui tutto è permesso. Per di più Fino all’ultimo
respiro era il genere di film in cui tutto era permesso, era nella sua
natura. Qualsiasi cosa faccia la gente, tutto poteva essere inserito nel film.
È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson, è
appena uscito Hiroshima, un certo tipo di cinema si è appena
concluso, forse è finito, allora mettiamo il punto finale, facciamo vedere che
tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e
rifare, ma diversamente, tutto il cinema che era già stato fatto”. (Jean-Luc
Godard)
Qui il trailer ufficiale:


Nessun commento:
Posta un commento