domenica 8 marzo 2026

"Fino all’ultimo respiro" in sala in versione restaurata

 di Silvia Sottile


Dal 9 marzo nelle sale italiane À bout de souffle – Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard (Francia/1960, 90′), nell’edizione restaurata da StudioCanal e CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

In occasione dell’uscita, grazie a Lucky Red in collaborazione con Bim Distribuzione, del nuovo film di Richard Linklater Nouvelle Vague (al cinema dal 5 marzo), la Cineteca di Bologna porta dal 9 marzo nelle sale italiane il restauro del film d’esordio di Jean-Luc Godard, À bout de souffle – Fino all’ultimo respiro.

Nuova tappa del “Cinema Ritrovato al cinema”, il progetto della Cineteca di Bologna per la distribuzione dei classici restaurati, il restauro di Fino all’ultimo respiro è realizzato da StudioCanal e CNC-Centre national du cinéma et de l’image animée, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna.

Era il 1960 quando uno dei registi che avrebbe scardinato la storia del cinema consegnava quello che sarebbe diventato un manifesto della Nouvelle Vague: “Non rivedere questo film (per la seconda o la centesima volta) – scrisse Jean-Claude Izzo – sarebbe, come è stato scritto allora, privarsi di emozioni tra le più belle e forti che il cinema abbia proposto in questi ultimi tempi”.

Parigi 1959, il centro del mondo. Godard dirige, Truffaut scrive. Belmondo/Poiccard, piccolo omicida, corre a perdifiato per sfuggire alla polizia e a cinquant’anni di cinema di papà; Jean Seberg vende l’“Herald Tribune” sugli Champs Elysées, s’innamora, lo tradisce: ‘déguelasse’. Poco budget, molto amore per il B-movie americano, sguardi in macchina, jump-cuts, l’euforizzante sensazione che tutto sta per ricominciare. Irripetibile, e forever young.

Fino all’ultimo respiro appartiene, per sua natura, al genere di film in cui tutto è permesso. Per di più Fino all’ultimo respiro era il genere di film in cui tutto era permesso, era nella sua natura. Qualsiasi cosa faccia la gente, tutto poteva essere inserito nel film. È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson, è appena uscito Hiroshima, un certo tipo di cinema si è appena concluso, forse è finito, allora mettiamo il punto finale, facciamo vedere che tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e rifare, ma diversamente, tutto il cinema che era già stato fatto”. (Jean-Luc Godard)




Qui il trailer ufficiale:




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