di Valerio Brandi
Paul Marquet (Bastien Bouillon) è un fotografo di successo che un giorno ha detto: “Mollo tutto... e comincio a scrivere!”. Ma scrivere non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non garantisce la ricchezza.
Periodo ripreso direttamente dal film, perché è
capace di riassumere alla perfezione ciò che è successo subito dopo la tanto
coraggiosa decisione del protagonista.
Il primo libro di Paul non è andato molto bene, sia
dal punto di vista della critica che per quel che riguarda le vendite.
Nonostante ciò, non ha intenzione di mollare questo suo cambiamento ma, dato che
i risparmi sono ormai finiti e ha pure due figli a carico (che si sono trasferiti
oltreoceano con l’ex-moglie), deve trovare delle nuove entrate.
Comincia, tramite un’app, a muoversi nel mondo dei lavori
occasionali. Il periodo duro è solamente iniziato: oltre ai pochissimi
guadagni, non può neanche farlo a tempo pieno. Perché, come da titolo... la
mattina scrive.
Al pari di ogni buon libro, questo nuovo film di
Valérie Donzelli (che oltre ad essere regista e sceneggiatrice è anche
l’interprete dell’ex-moglie di Paul) è in grado di trasmettere più di un
insegnamento allo spettatore.
Il fatto che oggi la maschera di Fantozzi venga vista
diversamente rispetto al passato, deve farci ragionare sempre di
più. Paolo Villaggio voleva raccontare un lato triste della nostra
società, un uomo che pur di lavorare subiva le peggiori umiliazioni e
soprattutto non era felice – nonostante, appunto, il posto fisso, la casa,
l’automobile e le vacanze con Filini.
Paul è uno che si ribella a questo tipo di ragionamento.
La sua famiglia e i suoi amici lo criticano per aver abbandonato un mestiere
così redditizio, invece di capire che se l’ha fatto c’era appunto un motivo:
non era più felice mentre scattava le fotografie.
Valérie Donzelli ha voluto raccontare la visione
della società sul genere maschile che considera immediatamente un fallito l’uomo
che non riesce a guadagnare abbastanza una volta raggiunta una certa età.
La
mattina scrivo è per certi versi la versione francese di
E noi come stronzi rimanemmo a guardare. Anche il
film di Pif denunciava questa nuova forma di schiavitù, ossia
lavoratori assunti per mansioni a volte pesanti ma al tempo
stesso pagati pochissimo. E oltre al misero guadagno, arriva pure la
valutazione del “datore di lavoro” che con stelline o commenti riesce a rendere
ancor più degradante la situazione.
Presentato in anteprima all’82ª Mostra Internazionale
d'Arte Cinematografica di Venezia, dove Valérie Donzelli ha vinto il premio per
la migliore sceneggiatura, La mattina
scrivo sarà al cinema dal 5 marzo, distribuito da Teodora Film.
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