di Diletta Nicastro
Il 28 ottobre, con anche una proiezione speciale alla giornata d’apertura del Lucca Comics & Games 2026, esce in Italia (in Gran Bretagna la premiere è stata il 18 settembre) Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., terzo capitolo sul grande schermo del ricco e poliedrico franchise Shaun the sheep dopo i nominati agli Oscar® Shaun, vita da pecora – Il Film (2015) e Shaun, vita da pecora: Farmageddon - Il film (2019).
Alla regia c’è
il debutto di Steve Cox (già regista sia del cortometraggio Shaun, vita da pecora – Missione Natale
che di 5 episodi della serie Shaun, vita
da pecora: Avventure a Mossy Bottom) e di Matthew Walker (che ha firmato 3
episodi della serie Shaun, vita da pecora:
Avventure a Mossy Bottom). La sceneggiatura è invece scritta come al solito
dal nominato agli Oscar® Mark Burton (Madagascar,
Paddington in Perù) con l’ausilio del
vincitore di Bafta® Giles Pilbrow (Horrible
Histories).
La trama è semplice ricca di gag e di equivoci, come
da tradizione del franchise, anche se
è da notare che il personaggio di Timmy (l’agnellino) assume atteggiamenti
leggermente più maturi rispetto agli episodi precedenti e con Shaun instaura un
rapporto quasi da fratello maggiore/fratello minore (Shaun cerca di esaudire i
suoi desideri e di insegnargli come comportarsi). Più marginale il ruolo della
madre.
Rispetto al cast tradizionale c’è la new entry della Veterinaria (doppiata da
Nina Sosanya), che si occupa di curare gli animali della fattoria e che diventa
l’interesse amoroso del farmer. Proprio per fare colpo su di lei ed invitarla
ad un ballo di Halloween, il farmer cerca di nascondere l’incipiente calvizie
grazie ad una lozione per capelli, che però è in realtà una pozione creata da
Shaun per far crescere in fretta (su richiesta di Timmy) le zucche distrutte
dall’asino della fattoria mentre scappava proprio dalla Veterinaria.
Il farmer si ritrova quindi ricoperto di capelli e di
peli, diventando all’apparenza un mostro temuto e perseguitato da tutta la
comunità.
Shaun, il cane Bitzer e il gregge tenteranno in tutti
i modi di far tornare il padrone all’aspetto tradizionale. Ma non è facile. E’
necessario coinvolgere la Veterinaria per procedere, solo che la donna,
convinta che sia un novello Bigfoot, sta progettando di trasportarlo nell’isola
Piedona (Bigfoot Island)…
Non mancano citazioni o richiami a film, tra cui si
scorgono omaggi a Frankestein, Monster University e Ghostbusters. Ma l’influenza che si
percepisce maggiormente è quella di Ritorno
al futuro, non solo perché Shaun si traveste da scienziato, richiamando non
poco il Doc interpretato da Christopher Lloyd, ma anche per l’apice
dell’avventura, in cui è necessario prendere energia da un fulmine…
La colonna sonora è quella classica del franchise con una versione in stile
Halloween della tradizionale Life’s a
treat. Nei titoli di cosa del film in versione italiana si può gustare la
canzone scritta per il film dal fumettista e youtuber
Sio, che ovviamente ha dato già appuntamento ai suoi fan a Lucca Comics & Games 2026, dove è da anni una presenza fissa.
Curiosità: quando la veterinaria apre il libro sulle
creature mitologiche per scoprire a chi appartengono le orme della bestia
misteriosa (alias il farmer), sfogliando si vedono animali fantastici
conosciuti anche da noi: l’unicorno, il mostro di Loch Ness e, appunto,
Bigfoot. Tuttavia è anche presente un nome a noi meno conosciuto: i Wombles,
ovvero creature immaginarie pelose dal naso appuntito create da Elisabeth
Beresford (1926-2010) e apparse in una serie di romanzi per bambini a partire
dal 1968. I suoi libri, però, non risultano mai tradotti in italiano. Negli
anni 1973-1975 fu realizzata una serie televisiva in stop-motion (la stessa tecnica di Shaun, vita da pecora) molto amata in Gran Bretagna ma anche questa
poco nota nel nostro Paese.
Complessivamente si tratta di un film divertente e
allegro, molto d’evasione ma con presente anche una tiepida denuncia verso i
ragazzi che rimangono attaccati agli schermi, tanto da perdersi quello che
accade loro intorno.
Ma occhio! Se da una parte la celebrazione di
Halloween è decisamente marginale per la trama e solo una scusa per far
scattare l’intero plot (le zucche distrutte da una parte e il ballo
dall’altra), ci sono degli elementi che potrebbero toccare la sensibilità di
alcuni genitori. All’interno della storia, infatti, sono presenti delle scene
(piuttosto superflue a dire il vero) legate a tematiche woke (matrimonio tra due donne) che hanno creato non poche
polemiche in Gran Bretagna perché inserite in un franchise solitamente privo di elementi politically correct.






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