domenica 25 ottobre 2026

"Shaun, Vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A."

 di Diletta Nicastro


Il 28 ottobre, con anche una proiezione speciale alla giornata d’apertura del Lucca Comics & Games 2026, esce in Italia (in Gran Bretagna la premiere è stata il 18 settembre) Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., terzo capitolo sul grande schermo del ricco e poliedrico franchise Shaun the sheep dopo i nominati agli Oscar® Shaun, vita da pecora – Il Film (2015) e Shaun, vita da pecora: Farmageddon - Il film (2019). 

Alla regia c’è il debutto di Steve Cox (già regista sia del cortometraggio Shaun, vita da pecora – Missione Natale che di 5 episodi della serie Shaun, vita da pecora: Avventure a Mossy Bottom) e di Matthew Walker (che ha firmato 3 episodi della serie Shaun, vita da pecora: Avventure a Mossy Bottom). La sceneggiatura è invece scritta come al solito dal nominato agli Oscar® Mark Burton (Madagascar, Paddington in Perù) con l’ausilio del vincitore di Bafta® Giles Pilbrow (Horrible Histories).




La trama è semplice ricca di gag e di equivoci, come da tradizione del franchise, anche se è da notare che il personaggio di Timmy (l’agnellino) assume atteggiamenti leggermente più maturi rispetto agli episodi precedenti e con Shaun instaura un rapporto quasi da fratello maggiore/fratello minore (Shaun cerca di esaudire i suoi desideri e di insegnargli come comportarsi). Più marginale il ruolo della madre.

Rispetto al cast tradizionale c’è la new entry della Veterinaria (doppiata da Nina Sosanya), che si occupa di curare gli animali della fattoria e che diventa l’interesse amoroso del farmer. Proprio per fare colpo su di lei ed invitarla ad un ballo di Halloween, il farmer cerca di nascondere l’incipiente calvizie grazie ad una lozione per capelli, che però è in realtà una pozione creata da Shaun per far crescere in fretta (su richiesta di Timmy) le zucche distrutte dall’asino della fattoria mentre scappava proprio dalla Veterinaria.

Il farmer si ritrova quindi ricoperto di capelli e di peli, diventando all’apparenza un mostro temuto e perseguitato da tutta la comunità.

Shaun, il cane Bitzer e il gregge tenteranno in tutti i modi di far tornare il padrone all’aspetto tradizionale. Ma non è facile. E’ necessario coinvolgere la Veterinaria per procedere, solo che la donna, convinta che sia un novello Bigfoot, sta progettando di trasportarlo nell’isola Piedona (Bigfoot Island)…




Non mancano citazioni o richiami a film, tra cui si scorgono omaggi a Frankestein, Monster University e Ghostbusters. Ma l’influenza che si percepisce maggiormente è quella di Ritorno al futuro, non solo perché Shaun si traveste da scienziato, richiamando non poco il Doc interpretato da Christopher Lloyd, ma anche per l’apice dell’avventura, in cui è necessario prendere energia da un fulmine…

La colonna sonora è quella classica del franchise con una versione in stile Halloween della tradizionale Life’s a treat. Nei titoli di cosa del film in versione italiana si può gustare la canzone scritta per il film dal fumettista e youtuber Sio, che ovviamente ha dato già appuntamento ai suoi fan a Lucca Comics & Games 2026, dove è da anni una presenza fissa.




Curiosità: quando la veterinaria apre il libro sulle creature mitologiche per scoprire a chi appartengono le orme della bestia misteriosa (alias il farmer), sfogliando si vedono animali fantastici conosciuti anche da noi: l’unicorno, il mostro di Loch Ness e, appunto, Bigfoot. Tuttavia è anche presente un nome a noi meno conosciuto: i Wombles, ovvero creature immaginarie pelose dal naso appuntito create da Elisabeth Beresford (1926-2010) e apparse in una serie di romanzi per bambini a partire dal 1968. I suoi libri, però, non risultano mai tradotti in italiano. Negli anni 1973-1975 fu realizzata una serie televisiva in stop-motion (la stessa tecnica di Shaun, vita da pecora) molto amata in Gran Bretagna ma anche questa poco nota nel nostro Paese.

Complessivamente si tratta di un film divertente e allegro, molto d’evasione ma con presente anche una tiepida denuncia verso i ragazzi che rimangono attaccati agli schermi, tanto da perdersi quello che accade loro intorno.




Ma occhio! Se da una parte la celebrazione di Halloween è decisamente marginale per la trama e solo una scusa per far scattare l’intero plot (le zucche distrutte da una parte e il ballo dall’altra), ci sono degli elementi che potrebbero toccare la sensibilità di alcuni genitori. All’interno della storia, infatti, sono presenti delle scene (piuttosto superflue a dire il vero) legate a tematiche woke (matrimonio tra due donne) che hanno creato non poche polemiche in Gran Bretagna perché inserite in un franchise solitamente privo di elementi politically correct.





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